Esclusiva

10 Maggio 2020
Coronavirus, la mappa della pandemia

Il contagio si diffonde e i tre continenti più colpiti corrono ai ripari per arginare la pandemia. La mappa dei contagi

Salgono a 3.423.000 i contagi da coronavirus, secondo la stima attuale dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Gli Usa, con più di 1.132.500 mila casi dichiarati sul territorio, sono il primo paese per numero di contagi da coronavirus. 

L’Italia è il secondo paese più colpito in Europa, e terzo nel mondo. I casi di contagio superano i 217mila, e i decessi superano i 28 mila. Tuttavia, negli ultimi giorni si sta registrando una frenata, anche se per gli esperti è ancora presto per parlare di una inversione di tendenza.

La Spagna è il paese più colpito d’Europa, e secondo nel mondo. L’epidemia nel paese si allarga senza confini e a ritmo crescente. I casi di coronavirus oggi nel paese sono più di 216mila. Aumentano anche le vittime arrivate a 25mila.

Intanto, nel Vecchio Continente si cerca di contrastare le conseguenze economiche della pandemia. Dopo le iniezioni di liquidità decise dalla Banca centrale europea, ora al centro del dibattito sono gli Eurobond, cioè un’emissione comune di titoli di debito pubblico tra i Paesi appartenenti all’Unione economica e monetaria.

Negli Stati Uniti, i decessi sono più di 66mila. In risposta ai rischi economici connessi alla pandemia, l’unione ha lanciato il più grande pacchetto di stimoli fiscali nella storia moderna. Due trilioni di dollari, duemila miliardi pari a 1,86 trilioni di euro, destinati ai sussidi di disoccupazione e ai pagamenti diretti alle famiglie a basso e medio reddito, oltre a un fondo da 500 miliardi di dollari per assistere le imprese che hanno perso gran parte dei propri clienti.

Il pacchetto include misure volte a incoraggiare le aziende a non licenziare i dipendenti e aumenta gli aiuti per chi ha già perso il lavoro o ha subito una riduzione di orari e salari. Previsti, inoltre, programmi di prestito da 350 miliardi di dollari per le piccole imprese, a condizione che non taglino gli stipendi.