Esclusiva

7 Maggio 2021
Donald Trump il ritorno, sul suo social

“From the Desk of Donald J. Trump”. Questo è il nome della piattaforma lanciata dall’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per sfidare i colossi del web Facebook e Twitter.

Come la Trump Tower di New York, anche la nuova piattaforma online dell’ex Presidente degli Stati Uniti, porta il suo nome. Si chiama “From the Desk of Donald J. Trump” l’arma con cui Donald Trump ha deciso di sfidare i grandi social network che lo avevano bandito il 6 gennaio scorso.

Gli account Facebook, Twitter, Instagram, Snapchat e YouTube del Tycoon erano stati oscurati in seguito all’assalto al Congresso Americano da parte di una folla di suoi sostenitori.
Sono bastati 5 mesi all’ex presidente per leccarsi le ferite e mettere in piedi la sua nuova creatura, che ha lanciato il giorno prima che il consiglio di sorveglianza di Facebook si esprimesse sul mantenimento, o meno, della sua sospensione.

Attraverso la nuova piattaforma, Trump potrà tornare a parlare con i suoi follower attraverso brevi post contenenti commenti, immagini e video, che potranno essere ricondivisi sulle piattaforme tradizionali. L’ex capo della Casa Bianca ha trovato così il modo di aggirare il bando e, nello stesso tempo, di creare una piattaforma concorrente. La comunicazione di “From the Desk of Donald J. Trump” è unidirezionale. I supporter di Trump non potranno infatti interagire con lui, commentando i post, cosa che può essere fatta con gli altri social network.

“Si tratta fondamentalmente di un blog personale, con la grafica di Twitter”. Michele Sorice, esperto di comunicazione politica e docente Luiss, spiega che al giorno d’oggi per un politico non è indispensabile l’uso dei social, ma il loro utilizzo è sicuramente molto utile. “I social funzionano come cassa di risonanza per i media tradizionali come la televisione, giornali e stampa. In questo caso Trump userà questo nuovo spazio come cassa di risonanza per i social tradizionali, lasciando che il suo pubblico condivida su Twitter e Facebook i contenuti diffusi sulla nuova piattaforma”.

Quello che serve a Trump, spiega il docente, è anche uno spazio dove possa interloquire con il suo pubblico, senza essere censurato. “Se invece il suo intento fosse quello di fare concorrenza alle piattaforme tradizionali, non avrà successo. Facebook e Twitter sono grandi contenitori che non hanno soltanto politica al loro interno. C’è tutta un’altra area di contenuti, tra l’altro maggioritaria, che va oltre la politica”. 

La tecnologia necessaria alla sua nascita, ha fatto sapere Fox News, è stata fornita da Campaign Nucleus, “ecosistema digitale creato per gestire in modo efficiente le campagne e le organizzazioni politiche”. La compagnia è stata fondata nel 2016 dall’ex responsabile della campagna elettorale di Trump, Brad Parscale.

Il comitato di Facebook ha intanto stabilito che la decisione di sospendere l’ex presidente verrà riesaminata tra sei mesi. La scelta riguarda anche Instagram, controllata anch’essa dal gruppo di Mark Zuckerberg. Twitter ha annunciato che il bando per l’ex presidente sarà permanente. YouTube ha fatto sapere che il Tycoon sarà riammesso nella piattaforma quando deciderà che il rischio di violenza sarà diminuito.

Vanni Codeluppi, sociologo e studioso dei fenomeni comunicativi nel mondo dei consumi, dei media e della cultura di massa, rimane però scettico sulla persistenza del bando. “È stata la sollevazione dell’opinione pubblica contro Trump, dopo i fatti di Capitol Hill, a spingere le aziende che gestiscono (e guadagnano) con le piattaforme a bandirlo”.

Le piattaforme, spiega lo studioso, sono spazi privati, quindi organizzati, controllati, tutelati e soprattutto hanno finalità economico e commerciale per i proprietari. “Trump, come tutti i personaggi pubblici importanti, produce grandi profitti per le piattaforme in cui si muove. Ora il ricordo dell’assalto al Congresso è ancora fresco, e il bando infatti è rimasto. Ma non so quanto ancora durerà”.