Esclusiva

Dicembre 6 2021.
 
Ultimo aggiornamento: Gennaio 13 2022
Valeria Verbaro

Ispirata dal mare, Valeria Verbaro insegue il suo sogno di libertà lasciando la sua casa a Reggio Calabria per seguire la passione per il cinema e il sogno di scrivere per le grandi testate.

“Il mare, questa è l’immagine che mi riporta a casa”. Valeria Verbaro racconta un’infanzia dal colore blu profondo passata “con le colline e la città” di Reggio Calabria  “alle spalle ed il mare davanti agli occhi tutti i giorni”. L’acqua è un elemento cardine, una costante che l’accompagna dall’infanzia all’adolescenza. “Se chiudo gli occhi” continua “sento subito l’odore penetrante del cloro. Se dovessi dire qual è il mio luogo dell’anima, risponderei la piscina”. E quell’odore pungente arriva alle narici, trasmettendo la fatica e la dedizione di chi ha passato il liceo tra le corsie della piscina, avanti e indietro: “cinque anni di nuoto di cui due a livello agonistico”.

A diciotto anni, però, Valeria si lascia tutto alle spalle: “i miei genitori, come nel film “Nuovo Cinema Paradiso” di Tornatore, mi hanno detto «vai avanti e non voltarti indietro, non farti fottere dalla nostalgia». Non che non mi piacesse la mia realtà: amo molto la mia città e la famiglia da cui provengo. Ma desideravo qualcosa di più”. Quel di più ha il rumore della macchina da presa, l’odore dei pop-corn, la forma rettangolare di un grande schermo e il colore rosso velluto delle poltrone. “Il mare mi ha dato la voglia di libertà, ed è questo bisogno insieme alla passione per il cinema che mi hanno portato a Roma”.

Valeria Verbaro

Valeria impara la sua prima lezione: non rimanere troppo ancorati alle proprie origini. “Fare tesoro del passato è giusto, ma bisogna avere gli strumenti per andare avanti. Cercare sempre la novità e nuovi inizi”. 

Il nuovo inizio è all’università “Lumsa” con la laurea triennale in scienze delle comunicazioni e all’università “Roma Tre” in Scienze della Comunicazione e in Discipline dello Spettacolo (DAMS).Dopo i suoi studi, il primo incarico: diventa redattrice cinematografica. Valeria scrive di ciò che ama: “attraverso le recensioni cerco di descrivere il mondo” spiega “mi interessa molto il cinema afroamericano contemporaneo che, già da prima dei disordini di Ferguson nel 2014, descriveva il fenomeno Black Lives Matter. Ricercare le tracce della realtà quando sono nascoste nelle espressioni artistico-culturali, credo sia una delle parti più belle di ciò che faccio”. 

“Ho partecipato ad anteprime stampa ed eventi come il Festival del Cinema di Roma o quello di Cannes a cui quest’anno ho potuto partecipare per tre giorni”. Il cinema è una passione che la porta a puntare in alto, fino ad arrivare a New York nel 2018 con un corso di film making. Le strade trafficate di Manhattan sotto i riflettori di Broadway la stupiscono e la segnano. “New York è stato quasi uno shock. Mi sono detta «io ce la devo fare, voglio arrivare fino in fondo» ed è lì che sono cambiata. Mi sento ora di poter affrontare molte più cose”.Valeria è ora una giornalista praticante alla scuola di giornalismo della Luiss, continua ad essere libera e forte come il mare, a sognare la sala buia ed il rosso velluto del cinema, ma oggi si sente come quei registi della Nouvelle Vague, un po’ cineasti e un po’ critici. Insegue il suo modo di raccontare la realtà attraverso la rivista “Framed Magazine”, di cui è co-fondatrice, sognando testate come “IndieWire” o “Variety”.