Esclusiva

Dicembre 6 2021.
 
Ultimo aggiornamento: Gennaio 13 2022
“Il potere del pifferaio Magico” alla Nuvola di Roma

Il libro di Gianna Fregonara, giornalista del Corriere della Sera, è una raccolta di dodici interviste con al centro i temi delle false informazioni, dei rischi che queste comportano e delle azioni per combatterle. Il pifferaio magico come metafora e monito per le conseguenze di fruizione cieca della disinformazione

Dodici interviste per combattere la disinformazione

“E i topi lo seguirono incantati e fiduciosi”. È questa la metafora scelta da Gianna Fregonara, giornalista del Corriere della Sera,  per parlare di disinformazione nel suo nuovo libro “Il potere del pifferaio magico – dalle fake news al populismo digitale: la risposta della scienza”. 

Il volume, presentato lo scorso 4 dicembre al Centro Congressi Roma La Nuvola, è una raccolta di dodici interviste con a tema le false informazioni, i rischi che esse comportano e le azioni per combatterle. 

Ad aprire l’evento, raccontando proprio la fiaba dei fratelli Grimm, è stata Claudia Napolitano, Presidente dell’Associazione University Press Italiane, casa editrice del libro. Come nella celebre storia, infatti, le fake news sono seguite ciecamente da un’ ampia audience che non si accorge dei rischi che corre. “Questo perché”, spiega durante il suo intervento la psicoanalista Simona Argentieri, “è più facile credere a quello che ci piace rispetto a ciò che non ci piace”. Argentieri illustra come l’indole umana sia portata a mentire, spesso come un meccanismo di difesa al quale si fa ricorso per sfuggire a verità scomode. 

“Abbiamo la necessità di difenderci dall’angoscia di morte”, continua, “ma per fare ciò rischiamo di morire di più”. Come si è visto anche durante la pandemia da Covid-19, infatti, “molti negazionisti sono finiti in terapia intensiva per aver seguito una notizia sbagliata” argomenta il giornalista e professore Gianni Riotta, mostrando un esempio recente delle conseguenze della disinformazione. 

"Il potere del pifferaio Magico" alla Nuvola di Roma
In ordine da sinistra: Gianni Riotta, Gianna Fregonara, Antonio Bicchi e Simona Argentieri durante la presentazione del libro sulla disinformazione “Il potere del pifferaio magico

Non c’è altro modo per ribaltare le fake news, secondo Riotta, se non ricostruendo la fiducia nelle comunità. “Non credere a me, credi ai dati. Oggi non si crede più ai giornalisti, ai medici … nemmeno al Papa. Bisogna ricostruire la fiducia e minare i pregiudizi”. 

“La gente non crede più ai media perché non imparano dai propri errori” attacca il sociologo e professore Mario Morcellini. “La comunicazione sembra non essere in grado di convincere delle proprie buone intenzioni”. Il sociologo sottolinea l’importanza dei giornalisti come mediatori di verità e dell’informazione “sana”. Durante il dibattito l’attenzione viene spostata anche sulle scuole, dove secondo Morcellini si dovrebbe “lavorare per avere, da qui a dieci anni, ragazzi abituati alla lettura dei giornali e a commentare le informazioni”. 

Ma la lettura a scuola dei quotidiani potrebbe non essere l’unica novità utile per sconfiggere la disinformazione, visti gli incredibili sviluppi che la scienza sta facendo anche nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale (IA). Ma non c’è da temere i “robot cattivi di Asimov”, tranquillizza il professor Antonio Bicchi: “alcune paure sulla robotica sono parzialmente giustificabili, ma è lontana l’idea che i robot possano sostituirci”. Alcune piattaforme, software e app, infatti, sono già utili strumenti per il fact checking e per svelare le fake news e presto saranno, conclude Bicchi “i nostri utensili della vita quotidiana”.

Se non si ristabilirà la fiducia nelle fonti autorevoli d’informazione, con un occhio al futuro, tra innovazione ed educazione, si potrebbe rischiare la fine dei topi nella fiaba dei Grimm: “finirono per annegare tutti, nessuno escluso”.