Esclusiva

Dicembre 16 2021
La “battaglia” di San Lorenzo

La protesta del quartiere per la salvaguardia del centro sportivo di Via dei Sabelli a Roma

«Vogliono farci un parcheggio, vi rendete conto?!»: i bambini hanno terminato l’allenamento e ora cantano a squarciagola l’inno dell’Atletico San Lorenzo, pur sapendo che da un giorno all’altro il campo dove giocano potrebbe non esserci più. 

La Fondazione Cavalieri di Colombo aveva deciso di appaltare la riqualificazione del centro sportivo alla società SD Eventi. Una società che si occupa dell’organizzazione di attività promozionale, di comunicazione e sponsorizzazione soprattutto nel settore sportivo. Un progetto che sarebbe andato a sostituire gli spazi verdi con cinque campi da Padel e il campo da calcio a undici con un parcheggio clienti.

Questo polo sportivo, di proprietà dei Cavalieri di Colombo e voluto da Papa Benedetto XV, nasce nel 1926 con l’obiettivo di garantire ai giovani romani un centro di aggregazione, socialità ed inclusione attraverso la pratica sportiva. Dal 2013 il centro ospita l’Atletico San Lorenzo, una realtà radicata nel territorio che trae la sua forza, sociale e sportiva dall’azionariato popolare. Una via necessaria per l’autofinanziamento al fine di mantenere contenuti i costi di iscrizione alle attività, offrendo a tutti i ragazzi del quartiere la possibilità di fare sport “a prescindere dal sesso, dall’età e dal background socio-economico”. 

“Negli ultimi tempi” dice uno dei soci, “i campi sono stati sempre più trascurati dalla fondazione, soprattutto quello da calcio a undici”. A metà ottobre è comparsa una rete metallica a dividere il campo in due parti, sono state tolte le porte e l’illuminazione nella parte di campo delimitata dalle transenne. “È il preludio allo smantellamento del centro sportivo”, afferma uno dei fondatori. Eliminando il campo grande, infatti, si interrompe il percorso di formazione dei ragazzi dai 12 anni in su. “Su cento ragazzi forse dieci sono disponibili a spostarsi perché hanno il pallone in testa. Ma gli altri? dove vanno? Nei bar!”.

I soci dell’Atletico San Lorenzo hanno fatto leva sul sentimento comune attorno al campo per opporsi alla commercializzazione che il terreno di gioco avrebbe dovuto avere, manifestando la propria contrarietà con striscioni e riunioni popolari. Tra le azioni intraprese anche la stesura di una lettera inviata a Papa Francesco, il quale ha risposto ringraziando per il “cortese e confidente gesto” apprezzando “l’impegno in favore delle fasce sociali più disagiate”. 

Dal momento della presentazione del progetto alternativo voluto dai Cavalieri, la polisportiva ha sempre auspicato una collaborazione tra queste due realtà, trovando resistenze ogni volta che la richiesta di collaborare si è fatta concreta. Durante la campagna elettorale a sostegno della polisportiva si era espressa anche l’attuale Presidentessa del II Municipio, Francesca Del Bello, la quale aveva convocato un tavolo per far confrontare l’Atletico e le altre parti in causa. Da parte della proprietà non si è presentato nessuno, dimostrando scarsa attenzione alla vicenda

La società SD Eventi ha affermato che, nel caso in cui il quartiere si opponesse al nuovo assetto del polo, l’unica strada percorribile sarebbe chiedere il risarcimento alla fondazione per l’impossibilità di edificare. 

Il 13 dicembre, tramite la Presidentessa Del Bello, i Cavalieri hanno fatto sapere che il progetto riguardante il campo è stato ritirato, quindi le transenne sarebbero state presto rimosse. Mentre rimane invariata l’idea di costruire i campi da Padel. 

Lo stesso giorno ha coinciso anche con la data in cui l’Atletico e i comitati di quartiere, che sostengono questa battaglia, hanno spostato le barriere divisorie mettendole ai lati del campo. Un gesto che non è rimasto impunito. La fondazione ha provveduto il giorno seguente alla chiusura dell’impianto additando questa azione come “grave e intimidatoria”. 

L’organizzazione cattolica, il municipio e la SD Eventi non hanno voluto far sentire la propria versione dei fatti, nonostante le ripetute richieste da parte di Zeta. 

Durante la pausa natalizia, i soci dell’Atletico continueranno a monitorare la situazione, sostenuti da un intero quartiere desideroso di mantenere intatto l’unico polo sportivo della zona e di sentire ancora i ragazzi cantare l’inno dell’Atletico San Lorenzo.