Esclusiva

16 Dicembre 2021
Blu come Uil, Rosso come Cgil. Piazza del Popolo è dei sindacati

I segretari Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri rivendicano l’opportunità dello sciopero e richiamano la Cisl all’unità della piattaforma sindacale. Corposo il sostegno dei manifestanti alla causa

«Mi auguro che anche la piazza di sabato 18 dicembre della Cisl sia piena perché noi non abbiamo bisogno di divisioni, abbiamo bisogno di unità del mondo del lavoro. Viva l’unità sindacale, viva l’unità del mondo del lavoro, viva la democrazia. Grazie e avanti tutti assieme». Così Maurizio Landini dal palco della manifestazione organizzata da Cgil e Uil ha concluso il suo intervento.

Sotto i palloncini blu e rossi che, insieme alle bandiere, hanno colorato la piazza romana, un caleidoscopio di frustrazioni ha spinto i presenti a partecipare.

C’erano i giovani impauriti dal futuro con una maschera bianca a coprire il volto “perché quello che vogliamo rappresentare è che siamo gli invisibili. Invisibili come studenti e come lavoratori”; le donne agguerrite nel chiedere un salario più equo e allineato a quello degli uomini. Spuntava ogni tanto qualche manifestante in camice bianco deluso dalla «mancata stabilizzazione di chi ha fornito durante il Covid un supporto fondamentale al personale sanitario insufficiente». E poi pensionati e stranieri che in alcune aziende sono ancora costretti a subire forme di razzismo. 

C’era la rabbia dei lavoratori Whirpool e dei lavoratori Air Italy che sono a un passo dal licenziamento definitivo e hanno urlato attraverso i megafoni il loro risentimento durante tutta la manifestazione. Ma c’era anche speranza e coraggio, a cui i presenti hanno cercato di dar forza intonando il coro riadattato della tifoseria fiorentina «Sosteniamola (la manifestazione, ndr). Che fatica che ti chiedo, oggi devi scioperar».

«Ci hanno detto che la nostra è una manifestazione politica. È vero – ha affermato Landini richiamandosi a quanto già detto da Bombardieri – Certo, noi stiamo facendo politica nel senso più vero e nobile di questo termine».

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