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Esclusiva

Febbraio 28 2022.
 
Ultimo aggiornamento: Marzo 1 2022
«La politica di oggi è troppo ballerina» e scompare dai carri del Carnevale di Viareggio

Sulle costruzioni allegoriche i leader politici lasciano il posto ai grandi temi

Sfilano, come ogni anno, i carri allegorici sui viali a mare di Viareggio, cittadina della costa toscana. Sulle costruzioni di cartapesta dello storico carnevale, le maschere e i mascheroni rendono una forma ai grandi temi del nostro tempo.

Il Covid non ha mai fermato la festa nella città toscana. L’edizione 2021 si era tenuta, straordinariamente, nel mese di settembre con limitati posti a sedere. Un segnale della rinascita che solo adesso sembra davvero realizzarsi. Sulla passeggiata incorniciata da palazzi in stile liberty, il freddo sole di febbraio rende l’aria familiare dei carnevali pre-pandemia che nemmeno le mascherine obbligatorie e i controlli dei Green pass all’entrata riescono a guastare.

Le note della “Libecciata”, banda ufficiale della manifestazione, accolgono il visitatore e aprono la strada ai giganti di cartapesta. Un’orsa e un piccolo inuit svettano su Piazza Mazzini, palcoscenico privilegiato della manifestazione viareggina. I leader mondiali non sono stati in grado di salvare il pianeta dalle conseguenze del surriscaldamento globale e adesso tocca ai due compagni improbabili schiacciare il bottone che riporti le genti della terra al punto iniziale della loro storia. Il coro degli spettatori dà il tempo. «3,2,1… Reset». La mano di cartapesta del ragazzino asseconda l’invocazione, preme il bottone, e il tempo, almeno nella finzione, si riavvolge a un momento in cui il pianeta può essere ancora salvato.

La satira nel carnevale di Viareggio si è evoluta. Sempre più protagonisti sono i grandi temi, sempre meno rappresentati gli esponenti politici.

Luca Bertozzi è uno degli artisti della manifestazione. Dopo quattordici anni di carriera ha deciso di superare la satira tradizionale. «Il linguaggio è cambiato. Le tematiche al carnevale si sono fatte più profonde e più importanti, ma noi costruttori stiamo cercando il modo di affrontare questi grandi temi con più leggerezza e allegria».

Quest’anno Luca ha trasformato la sfilata in una processione laica e capovolta. I suoi figuranti, ministri scomposti e dissacranti, tra i rintocchi delle campane eleggono Papa della festa dei folli Achille Lauro, in un gioco dei contrari che attiene alla natura stessa del carnevale. Nel gioco, però, si nasconde il significato della scelta dell’artista. «Al giorno d’oggi c’è ancora molto bisogno di personaggi stravaganti, trasgressivi e divisivi».

Cerca di tenere il filo della tradizione, invece, Marzia Etna. Tra le prime artiste donne del Carnevale, ha portato sui viali a mare Christine Lagarde che, in un’allegoria che prende in prestito l’estetica dalla saga del Trono di Spade, protegge la fortezza rossa della Banca centrale europea, simbolo del potere economico, aiutata da un grande drago verde.

«Penso che il carnevale di Viareggio sia conosciuto soprattutto per la satira politica. Prima di me l’hanno fatta i grandi carristi del passato. Per questo motivo mi piace inserire sempre questo elemento nelle mie costruzioni». Un tempo, però, era più semplice riuscire a individuare i protagonisti da portare alla sfilata. I bozzetti dei carri del carnevale di Viareggio vengono depositati in estate. «La nostra politica è ormai ballerina», ride Marzia, dichiarando la difficoltà di riuscire a capire chi sarà ancora sulla scena istituzionale a febbraio, quando i carri sfilano. «È difficile scegliere il politico giusto nell’anno giusto».

Troppo rapida, insomma, la vita delle leadership di oggi per poter assumere una forma di cartapesta sui grandi carri allegorici. Rimane, forse, attuale il monito lanciato anni fa da Giulio Andreotti che, da grande protagonista delle sfilate sui viali a mare, disse che «non si è nessuno finché non si è rappresentati su un carro di Viareggio».

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