Esclusiva

Maggio 18 2022
Cibo, vestiti e sacchi per cadaveri: spedizione dall’Italia per l’Ucraina

La missione umanitaria in Ucraina organizzata dalla onlus Children in crisis per portare aiuti ai bambini di tre orfanotrofi.

«Telefoni spenti e calma, se ci fermano mostrate i passaporti ma niente panico». 

In Ucraina il coprifuoco scatta alle ore ventitré e la legge marziale lascia poche possibilità ai vagabondi notturni. La coda alla dogana è ferma e in un primo momento tutto sembra rimandato alle 6 del mattino seguente. Lesia, donna ucraina e interprete della missione, parla con i funzionari doganali e dopo un colloquio animato ci lasciano passare a condizione che qualcuno scorti la carovana. Lo scenario che si presenta sembra apocalittico. Il convoglio parte a grande velocità, così da lasciare poco spazio tra i mezzi e rimanere compatti lungo il tragitto. Viene espressamente richiesto di non azionare nessuna luce all’interno dell’abitacolo. Solo i fari anteriori illuminano la notte. Il buio circonda le strade e fino a destinazione è impossibile trovare un lampione acceso. Ad accompagnarci lunga la strada una fila interminabile di camion in uscita dall’Ucraina. La città è muta e paralizzata, nessuna finestra mostra segni di vita nemmeno la chiesa, nostro alloggio per la notte, sembra un luogo abitato. A Chernivski nessuno vuole mostrare la propria esistenza così anche il prete, mentre ci accoglie, ci offre un spuntino chiedendo il silenzio.

La missione umanitaria in Ucraina organizzata dalla onlus Children in crisis per portare aiuti ai bambini di tre orfanotrofi.

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Un viaggio di 1600 km attraversando Slovenia, Ungheria e Romania. Il convoglio, formato da 11 mezzi e 22 persone, è partito per la seconda volta con destinazione Chernivski, una città ucraina a 70 km dalla frontiera rumena. La presidente Barbara Bianchi Bonomi ha consegnato, in rappresentanza dell’organizzazione non profit Children in crisis, beni di prima necessità in tre orfanotrofi portando cibo, vestiti e circa 300 sacchi per i cadaveri richiesti dall’esercito ucraino.

L’Ungheria scorre lenta con le sue autostrade somiglianti a linee rette interrotte soltanto a metà dalla tangenziale di Budapest. Quando si arriva in Romania mancano circa 300 km al confine con l’Ucraina ma il percorso, fatto da una corsia e costellato da una serie infinita di tornanti, è difficile e ci si impiegano almeno sei ore per superare la catena montuosa dei Carpazi. Il susseguirsi di prati e greggi è incorniciato da case semplici sorvegliate da cicogne in amore, annidate sui tralicci dell’elettricità. La campagna collinare rumena fatta di umiltà e sfarzo allo stesso tempo finisce a Siret, città di confine con l’Ucraina. È tardi, il viaggio ha subito dei ritardi dovuti a un guasto a uno dei mezzi della missione. Le buche dell’asfalto, profonde come i crateri delle bombe, hanno infatti fatto saltare le sospensioni di un automezzo con conseguente sosta in un’officina di Budapest.

La missione umanitaria in Ucraina organizzata dalla onlus Children in crisis per portare aiuti ai bambini di tre orfanotrofi.

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