Esclusiva

Marzo 18 2024
«Jorit sta sbagliando, ma la sua street art non va rovinata»

L’intervista a Tvboy, che parla del murale imbrattato al collega preso di mira dopo la foto con Putin a Sochi

È il 6 marzo e a Sochi, in Russia, si sta per concludere il Festival mondiale della Gioventù. Sul palco del forum, davanti a più di trecento persone di diverse nazionalità, c’è Vladimir Putin, che sta scattando una foto con due ragazzi. Uno è Ciro Cerullo, alias Jorit, street artist napoletano di trentatré anni, in posa per dimostrare che il presidente russo è «un essere umano come tutti». Una «provocazione», così la chiama, che viene rafforzata nei giorni seguenti con interviste e post sui social per «combattere la propaganda occidentale». 

Il gesto alimenta polemiche e reazioni. Gli attacchi partono dai commenti in rete e dalla politica e arrivano dritti alle sue opere. Il 13 marzo, il murale di Luana D’Orazio, che spicca davanti al campetto di basket all’esterno del centro sociale Ex Snia a Roma, viene imbrattato. La firma bianca dell’autore nell’angolo destro non è più visibile. «Gloria all’Ucraina» e «Fan**lo Kgb (la polizia segreta sovietica)» si leggono in nero al suo posto, sotto al volto della ragazza morta sul lavoro nel 2021 in provincia di Pisa, che non è stato compromesso. 

«Jorit sta sbagliando, ma la sua street art non va rovinata»

«Il dipinto non andava rovinato, anche se Jorit sta sbagliando a schierarsi con Putin». A dirlo è il collega palermitano quarantatreenne Salvatore Tvboy Benintende, che sottolinea l’importanza di «separare la persona dall’opera, perché il lavoro di un artista trascende dalle scelte politiche e dagli errori. L’immagine di Luana è meravigliosa e non va toccata». 

La sensibilità dello street artist siciliano, ma cresciuto a Milano e ora stabilito a Barcellona, è quella di un padre. «Magari il ragazzo reputa di aver agito in modo corretto – spiega – ma credo che col tempo si accorgerà di aver commesso un errore. Sono un suo grande ammiratore, ha sempre mandato messaggi di pace, ma ora mi sono sentito di dire la mia perché credo che si stia facendo strumentalizzare da una causa che non è sua»

Tvboy conosce da vicino le condizioni in cui sono ridotte le persone colpite dalla guerra. Ad inizio 2023 ha preso parte al progetto “Una coperta per l’Ucraina” organizzato dalla Fondazione Cesvi per aiutare la popolazione durante l’inverno, quando si raggiungono temperature fino ai -25 gradi, raccontando l’esperienza al milione di persone che lo segue sui social. «I colleghi che ho conosciuto lì mi hanno spiegato che dall’inizio del conflitto non sono riusciti a tenere in mano un pennello o una bomboletta. Sono travolti dagli eventi ed essere artista non è più una priorità, devono preoccuparsi di dare una mano al fronte». 

Girando le città ucraine, ha usato i colori per mandare messaggi di pace: «Ho fatto tanti disegni per i bambini, che sono i più traumatizzati dagli scontri – racconta – ho conosciuto anche il sindaco di Bucha, che si è emozionato vedendo i murales e mi ha affidato la città perché stavo mandando un messaggio di speranza. Il loro popolo desidera essere europeo perché ciò rappresenterebbe la salvezza. Sono molto fieri, hanno mezzi inferiori ma resistono con orgoglio e qualità umane incredibili». 

Il viaggio permette a Tvboy di comprendere l’importanza dell’arte. «Un giorno – ricorda – abbiamo lavorato in un asilo nido con i bambini, uno di loro mi ha rubato una bomboletta e ha iniziato a dipingere: in quel momento ho visto la felicità nei suoi occhi. L’arte non può cambiare il mondo, ma può portare speranza, un vento di freschezza e allegria. Tutti i muri su cui ho dipinto erano distrutti, ma con immagini rivoluzionate come un carrarmato colorato con una colomba si può stravolgere il significato. La street art è particolarmente efficace in questo senso».

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