Esclusiva

Dicembre 12 2025
Sapienza Rocket Team: «Bello vedere partire i nostri razzi»

Carlo De Paulis racconta, alla Fiera News Space Economy, il lavoro di progettazione, costruzione e lancio di razzi sonda sperimentali

«Vedere partire un razzo creato da noi è qualcosa di incredibile». A raccontarlo è Carlo De Paulis, team leader del Sapienza Rocket Team. Proprio dietro di lui, durante la settima edizione del News Space Economy, si erge il razzo Minerva, una delle loro ultime creazioni. Il team conta circa 150 studenti, associati al Dipartimento di Ingegneria Astronautica, Elettrica ed Energetica della Sapienza di Roma: un gruppo che progetta, costruisce e lancia razzi sonda sperimentali capaci di raggiungere circa tre chilometri di altezza, trasportando a bordo esperimenti scientifici e tecnici, e partecipando a competizioni internazionali

«Il razzo alle mie spalle è la prima iterazione del progetto Minerva, che ha poi avuto una seconda versione. È stato un progetto durato due anni, culminato con la partecipazione di Minerva 2 all’International Rocket Engineering Competition in Texas (una delle competizioni più prestigiose al mondo per i razzi sperimentali ndr), dove ci siamo ritrovati insieme ad altre 170 università da tutto il mondo e abbiamo fatto volare il nostro prototipo. Stiamo già lavorando al nostro nuovo razzo, che sarà di nuovo a giugno in Texas, e per l’anno prossimo abbiamo in programma un altro progetto che parteciperà a una competizione in Portogallo».

Sapienza Rocket Team: «Bello vedere partire i nostri razzi»

Lavorano divisi in dipartimenti, ciascuno con il proprio compito: c’è chi si occupa dell’aerodinamica, chi della produzione, chi dell’avionica e così via. E, anno dopo anno, continuano a sognare sempre più in grande: «In Europa — spiega De Paulis — esistono esempi di team studenteschi che sono poi riusciti a creare uno spin-off: penso al caso di Isar Aerospace, in Germania, che ora sta sviluppando il settore dei micro lanciatori europei. Il nostro obiettivo, pensando in grande, è quello: ogni anno cresciamo, costruiamo prototipi sempre più grandi e vediamo fin dove possiamo arrivare».

Il suo primo approccio allo spazio è stato teorico: «L’ho sempre vissuto come un ambito di ricerca scientifica, ed entrare alla facoltà di Ingegneria Aerospaziale mi ha permesso di cambiare prospettiva: ora vedo lo spazio come un campo in cui mettere in pratica ciò che studio».

Sulle sfide dello spazio del prossimo futuro afferma: «Siamo in un momento molto importante per il settore spaziale, soprattutto in Europa, considerando ciò che sta accadendo sul piano geopolitico. L’intelligenza artificiale? Non sarà una rivoluzione come in altri ambiti, ma avrà comunque un ruolo molto significativo anche qui».

Sapienza Rocket Team: «Bello vedere partire i nostri razzi»