Tre indizi, questa volta, non fanno una prova. Le note delle pastorali, l’albero addobbato, il profumo di frittura che esce dalle trattorie di piazza Mercantile, a Bari vecchia, non distolgono gli agenti del turno di mattina, in cerchio attorno a una volante per il briefing quotidiano che precede ogni servizio. San Silvestro per la Polizia di Stato è un giorno come tanti. Se esiste un lavoro in cui non ci sono festivi e feriali, è quello del poliziotto. La Questura del capoluogo pugliese non fa eccezione.
Lo sa bene il commissario Nicola Catacchio, 58 anni, di cui 38 con l’uniforme addosso, oggi vice dirigente del commissariato “Carrassi”. È lui il funzionario di turno all’ufficio di gabinetto per mercoledì 31 dicembre e giovedì 1 gennaio. «Non scorderò mai quel giorno di festa in cui scrissi un verbale di arresto con mio figlio sulle ginocchia. Una strana sintesi tra famiglia e lavoro».
Bari si è svegliata lentamente in attesa del passaggio della fiamma olimpica e paralimpica di Milano-Cortina 2026 e, a seguire, del concerto “Capodanno in Musica”, trasmesso da Canale 5 in diretta dal centro cittadino. Le strade adiacenti al palco sono chiuse al traffico, ma per tutto il giorno è in programma un servizio speciale di pattugliamento lungo le vie del commercio dell’Umbertino. Il termometro di una farmacia segna meno 2 gradi. Ci sono due equipaggi a piedi, una Alfa Tonale della Squadra volante e personale dell’Amministrativa e della Scientifica: in tutto 18 agenti. Alle 14, a fine turno, un nuovo gruppo prenderà il loro posto.
Alle 8 il commissario Catacchio divide i compiti: «Attenzione a pregiudicati e sostanze stupefacenti». A supporto della Questura arriva anche la Guardia di Finanza coi cani anti-droga. A quel punto i poliziotti iniziano a girare per gli isolati del centro. Due coppie per ogni lato del marciapiede: si tengono d’occhio a vicenda e possono intervenire in aiuto l’una dell’altra qualora ce ne sia bisogno.

Qualunque cosa accada viene ascoltata dal funzionario via radio: «In ascolto, Carrassi 02…». In giornate come queste e non solo, quando è di turno, Catacchio ha l’obbligo di vigilare su ciò che accade e riferire ai suoi superiori, oltre che a una speciale sala situazioni nazionale allestita al Ministero dell’Interno.
Se alle 8 nessuno o quasi era in giro, col passare delle ore sempre più persone si affacciano fra via Argiro e via Sparano, le strade simbolo dello shopping, per dare un’occhiata ai preparativi del concertone, scambiarsi gli auguri e intrattenersi con musica dal vivo e aperitivi in attesa del cenone di Capodanno.
Il bilancio di giornata sarà di 48 persone controllate, di cui 12 con precedenti penali. Qualche faccia sospetta, ma nulla di allarmante. La Polizia amministrativa ha ispezionato due attività commerciali. Nessuna denuncia e nessuna sanzione, in attesa dell’ultima notte dell’anno.
«Non sappiamo mai cosa può succedere», racconta il dottor Catacchio, che in passato ha diretto a lungo il posto di polizia del Policlinico di Bari. «Ho assistito a tante tragedie, vite distrutte da botti artigianali ed esplosivi illegali». Un fenomeno in calo, ma impossibile da sottovalutare nonostante l’ordinanza del sindaco Vito Leccese che vieta l’uso di fuochi e petardi, anche se di libera vendita.
Per questo la Questura istituisce ogni anno un turno notturno dedicato proprio al Policlinico, pensato per monitorare gli eventi, accertare eventuali responsabilità e avviare le prime indagini. Stavolta l’incombenza è affidata a Teresa, vice sovrintendente in servizio anche al mattino: «Non è il primo anno che me ne occupo. Lo scorso dicembre ci fu un ferito grave, una tragedia. Spero che questa volta non venga nessuno».