Un colpo secco e preciso. Alain Orsoni, politico e dirigente sportivo, è stato colpito al cuore da un proiettile mentre partecipava ai funerali della madre, Marinette, a Vero, nel sud della Corsica il 12 gennaio 2026.
Figlio di un parà della seconda guerra mondiale, laureatosi in legge, tra gli anni Settanta e i primi anni Novanta, fu uno dei protagonisti del Fronte di Liberazione Naziunale Corsu (FLNC). Il movimento che voleva la Corsica indipendente dalla Francia e che fu responsabile di numerose azioni armate contro le autorità francesi.

All’inizio degli anni Ottanta viene arrestato per aver partecipato ad un attentato contro dei gendarmi francesi davanti all’ambasciata dell’Iran a Parigi, ma viene rilasciato grazie ad un’amnistia.
Nel 1983 una spedizione organizzata da una banda rivale, legata alla mafia italo-americana, tenta di ucciderlo. A perdere la vita è invece il fratello Guy, il cui corpo non verrà mai più ritrovato. L’anno seguente la sua vendetta: un commando entra nel penitenziario di Ajaccio, e uccide i due colpevoli, tra cui il collaboratore di giustizia sardo dell’Anonima gallurese, Salvatore Contini. Nello stesso anno, nasce suo figlio a cui dà il nome dello zio Guy, che come il padre entrerà a far parte di bande criminali locali.
Dopo anni segnati da faide interne, Orsoni decide di lasciare l’isola ed esiliare prima in Florida, poi in Spagna e Nicaragua, dove si dedica al business del gioco d’azzardo.
Quando rientra nell’isola trova nel calcio la sua nuova fortuna, diventa Presidente dell’AC Ajaccio tra il 2008 e il 2015, e, nuovamente, nel 2022, guidando il club tra la prima e la seconda divisione del campionato francese.
Nel 2008 un tiratore tenta di assassinarlo appostandosi su una collina sopra uno stadio. Orsoni sopravvive, ma da quel momento sa di essere un possibile bersaglio. Ed è proprio durante il funerale della madre che la minaccia si concretizza.
Secondo quanto riportato dal quotidiano francese Le Figarò, l’omicidio è avvenuto intorno alle 16:30 di lunedì 12 gennaio: un solo proiettile al cuore, sparato da centinaia di metri di distanza da un uomo nascosto tra gli alberi.
L’inchiesta sul caso è stata affidata alla neonata Procura Nazionale per la Lotta alla Criminalità Organizzata, il “Pnaco”, voluta dal ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, insediatasi a inizio gennaio. Le indagini sono condotte in coordinazione con la Jirs, la Juridiction Interrégionale Spécialisée di Marsiglia.
«Per il caso Orsoni, abbiamo utilizzato un nuovo reato, ispirato all’Italia, che è la partecipazione a un’organizzazione criminale, un reato che ci consentirà di perseguire le persone che forniscono un supporto logistico», ha spiegato Vanessa Perrée, prima procuratrice del pool antimafia, durante un’audizione al Senato mercoledì 14 gennaio.
Ospite del programma francese “Bonjour Chez Vous” in onda sul canale televisivo del Senato francese ha, poi, aggiunto che «La Procura nazionale anticrimine ha preso in carico il caso, dato il profilo della vittima, e sta indagando congiuntamente con la Procura di Marsiglia per risolvere la vicenda. Ci è stato assegnato questo caso perchè la criminalità organizzata è una delle piste, ma anche la Procura nazionale antiterrorismo, che ha sede a Parigi e con cui sono in contatto, sta monitorando la situazione».
Il 15 gennaio è stata eseguita l’autopsia, ma al momento non è stato ancora individuato alcun responsabile.