Esclusiva

Febbraio 2 2026.
 
Ultimo aggiornamento: Febbraio 3 2026
È texano il futuro degli ex Mercati Generali

Roma concede in affitto suolo pubblico per 165.000 €, mentre il costruttore prevede ricavi annui per 32 milioni di euro

Vent’anni di abbandono hanno permesso a rampicanti e fiumi antichi di riconquistare gli ex Mercati Generali nel quartiere Ostiense di Roma. Ora, 90.000 metri quadri di suolo pubblico stanno per cambiare volto. Ma a decidere non sono le persone che abitano il quartiere. È un fondo immobiliare americano del Texas.

Gli ex Mercati Generali, per decenni snodo della logistica alimentare cittadina, sono diventati il terreno di scontro tra Comune e comunità locali sulle priorità della trasformazione urbana. Una convenzione del 2025 ha assegnato a Hines, fondo immobiliare americano, una concessione di 60 anni per la realizzazione del progetto “Città dei Giovani”, residenze universitarie di lusso, mentre le alternative proposte dai residenti – parchi, servizi, funzioni di comunità – sono state accantonate.

Costruiti nel 1921, gli ex Mercati Generali hanno funzionato fino a settembre 2002, quando le attività sono state trasferite fuori Roma. Dopo la chiusura, i tavoli partecipativi, forum dove residenti, comitati di quartiere e rappresentanti municipali si incontrano, avevano immaginato una riconversione in cui il 60 per cento dell’area sarebbe stato destinato alle attività culturali.

È texano il futuro degli ex Mercati Generali
La natura ha prosperato nell’ex Mercati Generali dopo 20 anni di abbandono (Fonte: La Repubblica)

Quel progetto non si è mai concretizzato e per vent’anni cancelli arrugginiti hanno isolato l’area. Nel 2024, l’amministrazione del sindaco Roberto Gualtieri ha rilanciato i piani, presentando l’operazione come un modo per “rimarginare” una ferita urbana.

Alla fine di novembre 2025, la convenzione tra il Comune di Roma e Hines ha permesso un intervento da 380 milioni di euro per 2.056 posti letto in prevalenza destinati a residenze universitarie di lusso, spazi commerciali, una palestra e strutture culturali limitate. Hines finanzierebbe la costruzione e, in cambio della concessione sessantennale, verserebbe al Comune un canone annuo di 165.000 euro – circa lo 0,04 per cento del costo complessivo dell’operazione – mentre la società stima ricavi per 32 milioni di euro l’anno. Per i critici è un caso emblematico di “finanziarizzazione” del suolo pubblico: un bene collettivo trasformato in asset capace di generare rendite stabili per un soggetto privato.

È texano il futuro degli ex Mercati Generali
Una veduta dell’ex Mercati Generali completato da Via Ostiense (Fonte: Arketipo)

«Il corrispettivo è inadeguato rispetto all’enorme impatto di questa costruzione», sostiene il giornalista Giuliano Marotta, che ha seguito la vicenda per la testata online locale Cara Garbatella. I canoni previsti per le stanze, avverte Marotta, «faranno aumentare i prezzi degli affitti nella zona»: 1.200 euro al mese per una singola e 600 euro per una doppia. Anche le unità “accessibili” del progetto—25% del totale a 500-600 euro al mese per una stanza condivisa—restano fuori portata per la maggior parte degli studenti. La classificazione come “student housing” consentirebbe inoltre affitti nei mesi turistici estivi.

La convenzione ha attirato critiche trasversali. I comitati civici parlano di «cessione di sovranità pubblica ai privati» e mettono in dubbio che le funzioni culturali promesse siano davvero pensate per Ostiense e Garbatella. Fratelli d’Italia, il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha definito il piano speculativo, parlando di «scollamento dai prezzi di mercato».

La risposta del Comune è stata netta. «Non ci saranno costi per l’Amministrazione e il progetto incorpora i contributi dei residenti», ha dichiarato l’assessora ai Lavori pubblici Ornella Segnalini.

Ma i critici contestano l’idea che i cittadini siano stati realmente consultati. «Questo progetto non è stato condiviso prima dell’approvazione», sostiene Claudio Romanelli dell’associazione culturale Controchiave, sottolineando che i cittadini hanno scoperto i termini della convenzione solo dopo la sua firma.

«La pianificazione urbana dovrebbe essere fatta dall’amministrazione, non da privati secondo i propri interessi», dice l’urbanista Rossella Marchini, «è necessario riprogettare un sistema di parchi, aree protette e corridoi ecologici per garantire il collegamento tra le aree verdi, anziché continuare a costruire». Secondo Marchini, definire l’area “vuota, abbandonata, degradata” serve all’amministrazione per legittimare l’affidamento ai privati.

I tavoli partecipativi, promessi per gennaio 2026, rappresentano per i residenti un’ultima possibilità di incidere sul progetto prima dell’avvio dei cantieri, previsto nel 2027. Ad oggi, però, non è stata comunicata alcuna data. Con il processo di fatto congelato, i residenti continuano a protestare fuori le mura con una manifestazione organizzata per il 28 febbraio davanti agli ex Mercati Generali. L’esito farà da precedente ben oltre Ostiense: se le città italiane daranno priorità alla resilienza ecologica o se il suolo pubblico continuerà a servire la rendita privata.

Didascalia e crediti:

Immagine di copertina – Protesta agli ex Mercati Generali: “No alla speculazione, salviamo il valore pubblico”. (Fonte: Facebook – Ex Mercati Generali – BASTA Speculazione).