Ue in seduta straordinaria
«Non allarghiamo il conflitto»

Kaja Kallas ha convocato una riunione del Consiglio per gli Affari Esteri per discutere della situazione in Medio Oriente

Kaja Kallas, Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea, convoca per domenica 1º marzo una seduta straordinaria del Consiglio per gli Affari Esteri per discutere della situazione in Medio Oriente.

«Gli attacchi indiscriminati del regime iraniano contro i paesi vicini rischiano di trascinare l’intera area in una guerra più grande, e noi siamo contro», scrive su X dopo l’uccisione della guida spirituale Ali Khamenei. «È cruciale che la minaccia bellica non si allarghi ancora. Il regime iraniano deve fare delle scelte».

Nel tweet precedente aveva già richiamato le responsabilità del regime di Teheran, puntando il dito contro i programmi balistico e nucleare e il sostegno ai gruppi armati della regione che hanno messo a rischio la sicurezza globale, e aveva annunciato di aver preso contatti con il ministro degli esteri israeliano Gideon Saar e che si sta cercando la via diplomatica con i partner arabi. «I consolati europei nella regioni sono mobilitati per facilitare la messa in sicurezza dei cittadini europei». Intanto il personale non essenziale in loco era stato richiamato e la missione navale europea Aspides, schierata nel Mar Rosso per proteggere il traffico marittimo, era in stato di massima allerta nel Mar Rosso.

La presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, dopo aver firmato con il presidente del Consiglio Europeo António Costa un Joint Statement, in cui definiva «molto preoccupanti» gli sviluppi in Medio Oriente, convoca per lunedì 2 marzo il collegio di sicurezza per discutere di Iran. Dopo la morte di Khamenei,  «c’è una rinnovata speranza per la popolazione iraniana. E noi dobbiamo garantire che il popolo possa decidere del proprio futuro«, ma allo stesso tempo «questo momento porta con sé grande rischio di instabilità che potrebbe spingere la regione in una spirale di violenza».

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Tuttavia, per l’Unione è centrale anche garantire la stabilità della regione, e si allinea al grave giudizio dato dai paesi limitrofi, per cui gli attacchi iraniani sono una «palese violazione della sovranità dei paesi degli Emirati Arabi Uniti e una chiara violazione del diritto internazionale».

Il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani dà aggiornamenti operativi: nessun italiano risulterebbe ferito o coinvolto negli attacchi. Dopo la riunione di Farnesina per fare il punto della situazione, afferma che «la situazione è difficile e complicata, non sarà una guerra lampo, durerà giorni e giorni», e che «l’obiettivo è quello di smantellare lo strumento bellico iraniano più pericoloso per Israele e per le basi americane nell’area». Tajani torna anche sulla questione del nucleare: «Abbiamo sempre lavorato fino all’ultimo giorno per sostenere il dialogo che era in corso, abbiamo però sempre detto che l’Iran con l’arma atomica e con missili che potevano colpire anche l’Europa e le altre parti del mondo rappresentava un pericolo, questa è anche la posizione della Unione Europea».

Nel resto d’Europa le reazioni alla crisi in Medio Oriente seguono un registro in larga parte prudente: il presidente francese Emmanuel Macron avverte di possibili «gravi conseguenze» per la pace e la sicurezza internazionale, e parla di necessario passaggio in sede ONU. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola mette in guardia dal rischio di una spirale di escalation che potrebbe coinvolgere anche l’Europa. Diversi ministri degli Esteri europei, tra cui lo spagnolo Pedro Sánchez e il belga Maxime Prevot, richiamano alla de-escalation e il rispetto del diritto internazionale, l’attenzione alla protezione dei cittadini e delle continuità delle sedi diplomatiche nell’area.

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