Questa mattina – 25 marzo – poco prima delle 8 un ragazzo di tredici anni ha accoltellato la sua professoressa di francese nei corridoi del primo piano dell’istituto Leonardo Da Vinci di Trescore Balneario nel bergamasco.
Pantaloni mimetici e maglietta con scritto “vendetta”, telefono al collo che sarebbe servito a riprendere l’aggressione: questo l’outfit scelto dal giovane. Nello zaino portava anche una pistola scacciacani.
La donna, Chiara Mocchi 57 anni, è stata colpita al collo e all’addome prima che un professore intervenisse fermando lo studente. È stata trasportata dall’elisoccorso in codice rosso all’ospedale di Bergamo Papa Giovanni XXIII, non è in pericolo di vita anche se le condizioni restano molto gravi.
Sull’accaduto si è espresso il ministro Valditara: «Quanto accaduto presso l’Istituto comprensivo di Trescore Balneario, è un fatto di una gravità sconvolgente. Esprimo innanzitutto la mia forte vicinanza alla docente, ai suoi famigliari, alla scuola. Questo fatto dimostra che è necessario approvare rapidamente le nuove, severe norme predisposte dal governo per contrastare la criminalità giovanile e in particolare la diffusione di armi improprie fra i giovani. Misure necessarie da accompagnare a quelle che abbiano già avviato nelle scuole sulla condotta e l’educazione al rispetto e che a breve saranno avviate come quella sulla assistenza psicologica».
«In attesa di appurare i fatti e le circostanze, è comunque indispensabile rafforzare ogni azione educativa e preventiva, ma anche garantire maggiore sicurezza per il personale scolastico e per gli studenti. Non possiamo accettare che simili episodi diventino parte della quotidianità delle scuole», ha spiegato il presidente dei presidi di Anp, Antonello Giannelli.
È di due settimane fa il report di Save The Children (Dis)armati: l’indagine sulla violenza giovanile, tra fragilità e vuoti educativi’ che restituisce un quadro articolato della violenza giovanile in Italia.

Nonostante la narrativa dominante sia di una generazione fuori controllo, il report evidenzia come i giovani adulti segnalati agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) dall’Autorità giudiziaria, siano diminuiti di oltre un terzo negli ultimi vent’anni, passando da 23.000 nel 2004 a 14.220 nel 2024. Contemporaneamente però sale il numero di minorenni coinvolti in alcuni reati violenti, come rapine e lesioni personali. Cresce anche la diffusione di armi tra i giovani. Questo dato mette in luce una contraddizione evidente: se da una parte aumenta la presenza di armi tra i ragazzi, dall’altra molti adolescenti risultano essere sempre più spogli degli strumenti per gestire difficoltà emotive e interpersonali.








