Brezza contro corpi sudati, l’odore dell’asfalto all’alba e dischi che girano in un rave sotto un ponte di Los Angeles. È lì che nasce l’idea per Ambiguous Desire, il terzo album in studio della cantante britannica Arlo Parks, uscito il 3 aprile per Transgressive Records. Lo racconta in Heaven, brano pubblicato come secondo singolo, dove ricorda quella mattinata californiana al set della sua amica dj Kelly Lee Owens che le ha regalato l’ispirazione per questo progetto.
Dodici tracce che mettono insieme la cultura del clubbing, il suono dance punk di artisti come LCD Soundsystem e l’house di Theo Parrish e un tributo all’esperienza delle radio pirata britanniche degli anni ’80, campionate, ad esempio, nell’intro di Get Go.
Già vincitrice di un Mercury Music Prize per il suo debutto nel 2021 con Collapsed in Sunbeams, Parks ritorna dopo tre anni dall’uscita di My Soft Machine. Un periodo di sosta in cui ha avuto l’opportunità di collaborare con Beyoncé, scrivendo il testo di Ya Ya, contenuta in Cowboy Carter, premiato come album dell’anno ai Grammy del 2025 e di pubblicare il suo primo libro di poesie, The Magic Border, illustrato da Daniyel Lowden.
«Questo disco ha il desiderio al centro», spiega Parks in un comunicato che accompagna la presentazione del suo nuovo lavoro. «Il desiderio è una forza vitale, è un volere, uno slancio: siamo tutti vivi perché c’è qualcosa o qualcuno che desideriamo. È un motore, ma è anche misterioso, intricato, casuale, illuminante e umano».
Una smania che emerge subito in canzoni come 2SIDED, trascrizione di una notte sulla pista da ballo, dove la scena è dominata da un’atmosfera di «buio e calore / la mente è offuscata» e il ritornello è una richiesta esplicita: «Fammi sapere se tutto questo è reciproco».
«Ho ballato moltissimo mentre realizzavo questo disco», dice ancora Parks, commentando la nascita di Ambiguous Desire. «Ho fatto più amicizie che mai, mi sono ritrovata nello strano ventre sotterraneo delle serate juke di New York, scatenata, ho riso e riso e riso».
Ma nel disco trovano spazio anche passaggi più riflessivi, come nel caso di Luck of Life, composta «su un iPad al tavolo della cucina», come svelato durante il listening party in diretta sulla piattaforma di streaming Bandcamp, o del duetto con il cantautore neo-soul Sampha in Senses. Sfumature che potranno essere colte ancora meglio durante la serie di concerti intimi che Parks ha scelto di tenere, in alcuni negozi di dischi del Regno Unito, per raccontare la storia del suo “desiderio ambiguo” e farla conoscere al suo pubblico.








