Live Ultim’ora – seguono aggiornamenti
16:50

Presidenza FIGC, calciatori e allenatori appoggiano Malagò

Live Ultim’ora – seguono aggiornamenti
16:50

Presidenza FIGC, calciatori e allenatori appoggiano Malagò

Blitz israeliano contro la Flotilla

Il racconto a Zeta di Chiara Sgreccia: «Abbiamo visto luci nell'acqua e droni volare sempre più in basso»
Flotilla intercettata

Quarta notte di navigazione nel Mar Mediterraneo. Alle dieci, luci verdi compaiono sull’acqua e si avvicinano alla Furleto, una delle barche della Global Sumud Flotilla in viaggio verso Gaza. I droni, molti più dei giorni precedenti, scendono di quota, toccano quasi la superficie del mare. È in quel momento che Chiara Sgreccia, la giornalista di Domani a bordo, capisce che qualcosa sta cambiando.

Comunicazioni interrotte, cambi di rotta improvvisi, notizie parziali. «All’inizio c’era molta confusione: non si capiva bene cosa stesse accadendo», racconta a Zeta. Scatta la procedura d’emergenza: tutti indossano i salvagenti e si riuniscono a prua. Poi, dalla radio, una voce: «Questa è la Marina israeliana. I tentativi di rompere il blocco marittimo legale sulla Striscia di Gaza costituiscono una violazione del diritto internazionale. Se volete, potete portare gli aiuti al porto di Ashdod».

Le imbarcazioni della Flotilla si trovano in acque internazionali, tra le 60 e le 70 miglia da Creta. «Di fatto in area europea», sottolinea la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia. Durante la notte, due navi militari israeliane raggiungono la zona dopo aver attraversato il Mediterraneo e iniziano le operazioni di avvicinamento: dai ponti vengono calati motoscafi che si dirigono verso le barche.

Alcune vengono intercettate. Di altre si perdono le tracce. La Furleto, invece, accelera. «Siamo una missione umanitaria pacifica, abbiamo proseguito e aumentato la velocità», racconta Sgreccia. Alle sette del mattino entrano nelle acque territoriali greche. È il primo momento in cui si sentono sicuri, dopo ore di tensione. «Mi sono addormentata subito, ero esausta. Ero sveglia dalle quattro per il turno di guardia della notte precedente».

Delle 60 imbarcazioni partite, 38 sono riuscite a raggiungere le acque greche. Le altre 22 sono state bloccate e 175 attivisti sono stati arrestati. «Le persone intercettate sono state portate via e, al momento, non abbiamo notizie certe sul loro stato», dice Delia. «Ci siamo trovati di fronte a un intervento armato in acque internazionali europee. Dal punto di vista giuridico, quanto accaduto può essere considerato un atto assimilabile alla pirateria». Tra gli attivisti trattenuti, 24 sono italiani: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha condannato il sequestro delle imbarcazioni, richiedendo al governo di Israele «l’immediata liberazione degli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo».

Il viaggio di Chiara Sgreccia, però, non si interrompe. Dopo poche ore di sonno, l’equipaggio viene svegliato all’improvviso: «Ci hanno buttato giù dal letto. Cambio di barca». La Furleto riparte verso il largo per capire cosa sia successo alle altre imbarcazioni. Chi era a bordo viene trasferito su un’altra barca, la Bailubi. «Anche loro credevano di essere stati intercettati», racconta Sgreccia, «perché un gommone con quattro uomini armati si era avvicinato molto». Per precauzione, tutti i dispositivi elettronici sono stati gettati in mare. «Qui non c’è più nulla: nessun cellulare, niente Wi-Fi. Io e Simone D’Aversa, del Gruppo autonomi portuali di Livorno, siamo gli unici che riescono ancora a comunicare con la terraferma».

Gli attivisti sapevano che sarebbero stati intercettati. Era successo anche alla Flotilla partita nell’estate del 2025, bloccata a pochi chilometri dalla Striscia. Questa volta, però, sono stati fermati ai confini delle acque europee. A 900 chilometri dalle coste di Gaza.

Podcast ZetaPOD

Podcast

TG ZetaTG

TG

GR ZetaGR

GR

Iscriviti a
Zeta Data Lab

Iscriviti alla nostra newsletter