Matteo Nucci, Platone Una storia d’amore

La redazione di Zeta recensisce i dodici libri in gara. Ogni domenica, fino all’annuncio dei finalisti

È un mattino d’estate del 415 a.C. Atene è in guerra contro Sparta da oltre quindici anni, ma in città c’è aria di festa. Tutti si dirigono al porto del Pireo per assistere alla partenza della flotta guidata da Alcibiade alla volta della Sicilia. Tra la folla c’è anche un dodicenne dagli «occhi febbrili»: è Aristocle, il ragazzo che il mondo intero conoscerà come Platone. Da lontano uno Straniero incrocia il suo sguardo, inconsapevole di avere davanti a sé la persona con cui farà «i conti per tutta la vita».

Dietro le sembianze di questo viandante si nasconde Matteo Nucci, autore di Platone. Una storia d’amore. Il libro si fa testimone della complessa identità del filosofo, incontrato dall’autore trent’anni fa tra i banchi di Villa Mirafiori alla Sapienza. Da quel ricordo, il romanzo ha iniziato a prendere forma nel 2020, durante un volo da Atene a Roma. Pubblicato nel 2025 da Feltrinelli, il volume è stato candidato al Premio Strega 2026 dallo scrittore ed ex magistrato Giancarlo De Cataldo. Questo riconoscimento segna il ritorno di Nucci nella dozzina a otto anni di distanza dal quarto posto ottenuto nel 2017 con È giusto obbedire alla notte (Ponte alle Grazie).

Nucci dà vita a un progetto ambizioso: «ricostruire lo sviluppo dell’anima e dello spirito di Platone», ripercorrendone l’intera vita dall’estate del 415 a.C. fino alla morte, avvenuta all’età di ottantuno anni durante un banchetto nuziale. Sullo sfondo si stagliano i grandi eventi dell’Atene del V secolo: la guerra del Peloponneso, il regime dei Trenta Tiranni, il processo a Socrate, la catastrofe della spedizione in Sicilia e le tirannidi di Siracusa.

La storia greca fa da cornice a un romanzo senza tempo, in cui l’intensità dei sentimenti rende lo stile armonico e scorrevole. Nell’apparente semplicità del racconto emerge una profonda ricerca storico-letteraria, che non scade mai in rigide formule filologiche. L’apparato delle fonti è corposo, ma la vera originalità del libro sta altrove: nel tentativo di dare spazio all’uomo e a tutti quegli aspetti che la storia ha lasciato indietro.

Il Platone di Nucci è nato a Egina, isola nemica di Atene, lo stesso giorno di Apollo, dio della chiarezza e dell’oscurità, portatore di vita e di morte. Lo scrittore insiste su questa coincidenza, spesso considerata una leggenda, elevandola a chiave interpretativa: far emergere le contraddizioni del filosofo diventa il modo perfetto per sottrarlo al mito e restituirlo alla sua umanità.

La lente attraverso cui l’autore scandaglia l’animo del pensatore greco è il legame con le persone che ne hanno segnato l’esistenza. Tra questi spiccano Aristone di Argo, il suo maestro di ginnastica che gli diede il soprannome di Platone per le spalle larghe (dal greco platys, ovvero “largo”), e Socrate, vero maestro di vita. Quest’ultimo illumina la mente e il cuore del filosofo, mediando tra il suo pensiero e il mondo. In questo contesto, l’Eros non è un semplice sentimento, bensì il motore costante della ricerca della verità. Il modello politico teorizzato nella Repubblica viene messo in pratica nel tentativo, vano, di trasformare in filosofi i tiranni Dionisio I e II di Siracusa. Il progetto della «città bella» segue il sogno secondo cui solo chi padroneggia la saggezza sa dominare i propri istinti; il filosofo è dunque l’unico degno di esercitare il potere. Tra le eredità della sua Accademia compare infine Aristotele: il discepolo brillante che fa la sua comparsa nelle ultime pagine del romanzo, pronto a superare e stravolgere gli insegnamenti del suo maestro.

Insomma, il vero protagonista è l’amore in tutte le sue forme, quello che secondo Nucci i posteri hanno male interpretato definendolo “amore platonico”, ma che in realtà è qualcosa di molto più complesso. La lingua greca possiede quasi dodici modi per esprimere le sfumature dell’amore, di cui quattro sono i principali. Tra questi, l’Eros è quello scelto da Nucci per definire la passione carnale e romantica di Platone per la verità e per le persone che incontra sulla sua strada.

Lo stesso sentimento che lega l’autore al suo filosofo e che permette al lettore di farsi straniero per conoscere se stesso attraverso Platone.  

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