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Esclusiva

Marzo 17 2020
Giordania in quarantena, l’esercito controlla

I militari si sono distribuiti su tutto il territorio, le serrande dei negozi si sono abbassate, la gente è in casa. Anche la Giordania chiude tutto.

Amman come Roma, Petra come Milano, ed Aqaba come Napoli. Il regno hashemita ha deciso di adottare il pugno di ferro per prevenire la diffusione del virus, e si è chiuso in quarantena come, e in alcuni casi, più dell’Italia.
Rimangono funzionanti solo i “settori vitali”, tra essi non rientrano però il trasporto pubblico e la stampa. Al contrario dell’Italia i mezzi pubblici rimangono fermi, così come le attività dei giornali nazionali cartacei. Aperte invece le farmacie, i forni, gli alimentari, e le aziende di distribuzione dell’acqua e del carburante. L’esercito si è posizionato ai confini di tutte le città per limitare il più possibile gli spostamenti degli abitanti. Intanto gli ultimi voli stanno portando via gli stranieri che preferiscono tornare a casa. Molti sono gli italiani che nelle ultime ore stanno tornando a casa, preferendo la quarantena nostrana a quella giordana.  

Il giorno prima della chiusura i giordani hanno trovato sulle strade decine di blindati e camionette militari intente a prendere posizione prima dell’inizio della quarantena.

L’esercito si mobilita prima di chiudere tutto

La Giordania adotta queste misure in un momento in cui i contagi all’interno dei suoi confini sono inferiori ai cento. La scelta è arrivata quando in un giorno il numero dei casi era salito a 35.
Il governo di Amman aveva dimostrato già in passato di aver preso molto sul serio la minaccia del virus. Aveva bloccato l’accesso nel suo paese a tutti coloro che erano passati per l’Italia, la Cina e l’Iran, e costringeva tutti i cittadini tornati da quelle zone giordani a sottoporsi alla quarantena, tutto ciò quando in Italia era state chiuse solo alcune zone del nord.