Attenzione! Questo articolo è stato scritto più di un anno fa!
!
Esclusiva

Marzo 30 2020
Mezz’ora d’aria in zona rossa

Il bello di andare a fare la spesa. Una pagina di diario dal silenzio dell’esperienza quotidiana

«Da quanto tempo amico mio, come stai?» Nel chiederlo, Jason  accenna un sorriso. Il suo è un volto familiare, si occupa da qualche anno della sicurezza in uno dei più grandi supermercati della città. Di persone ne ha viste tante ma ti conosce. Si ricorda di te e di tutti quelli che vede passare ogni giorno con carrelli pieni di spesa. 

Nell’ultimo periodo le cose a Fondi sono cambiate. Anche le mattine di Jason sono diverse e più impegnative, ma trova comunque la forza di chiederti come va in questa strana situazione. «Eri a Roma per studiare no? Adesso è un casino anche per te…». Annuisci e ti fermi per scambiare qualche parola con lui. A distanza, ti spiega che l’emergenza ha cambiato le sue mansioni. «Adesso – racconta – devo stare più attento per far rispettare le nuove regole, quelle dell’emergenza». 

E allora eccolo, fermo all’ingresso come una statua. Con uno sguardo che sembra severo, ma che in realtà non lo è. Pronto a controllare che tutti indossino guanti e mascherine rispettando “il metro di distanza”.

Lo saluti, entri e rifletti. Strano pensarlo, ma dopo tre settimane Jason è la prima persona che vedi, escludendo i tuoi familiari. La prima con la quale scambi qualche parola “dal vivo”.

All’interno del supermercato ci sono i dipendenti e qualche cliente che si perde in lontananza. «È quasi l’una, chi vuoi che vada a fare la spesa a quest’ora», ti ripeti. Ma sai che non è così perché di solito è quello il momento più caotico della giornata. Di solito però, non ora.

Dopo aver immaginato code immense e scaffali vuoti, ti accorgi che non c’è niente di tutto questo. Prendi allora il tuo carrello per fare una delle cose più normali del mondo.

Al banco c’è Maria. All’inizio, per via della mascherina, non ti riconosce. Poi ti saluta anche lei. Non la vedi da qualche mese ma ti ha visto crescere. «Come procede l’isolamento a casa?», chiede. 

«Tutto regolare, la speranza è che finisca al più presto», rispondi. 

«Ne usciremo, coraggio. Mi raccomando, saluta mamma e papà», dice dandoti il pane che hai chiesto.

«Certo». E ti allontani accennando un saluto, con un occhio alla lista della spesa. 

Poi prendi le ultime cose e ti avvicini alla cassa. «Oggi hanno mandato te?» dice Carla, la cassiera. 

«Beh, volevo prendere aria. Le mura di casa dopo un po’ stancano».

«Scelta saggia, fallo più spesso allora», afferma porgendoti lo scontrino. 

Così paghi. E vai via.

È domenica mattina e sei andato al supermercato. Dell’abitudinaria confusione della tua città non c’è traccia e sei uscito soltanto per fare la spesa. Difficile da spiegare, ma la tua giornata è un po’ più allegra.