Attenzione! Questo articolo è stato scritto più di un anno fa!
!
Esclusiva

Aprile 2 2020.
 
Ultimo aggiornamento: Aprile 3 2020
“Ho visto i poliziotti in lacrime”: Il virus blocca Madrid

Le strade sono deserte e le vittime aumentano in una città che gli stessi abitanti non riconoscono più.

“Ho visto alcuni poliziotti in lacrime e la notte non riesco a dormire per le sirene delle ambulanze.” racconta Samuel Ruipérez Campillo, studente sconfortato dalla situazione e deluso per come il Paese, a suo parere, non stia riuscendo ad affrontare l’emergenza nel modo migliore.

“Io vivo vicino al raccordo e non è mai successo che ci siano così poche macchine nella rotonda castellana o nel Paseo del Prado. Un mio amico da poco laureato si era proposto per dare una mano in ospedale, ma senza una specializzazione e anni di carriera non hanno accolto la sua richiesta. Una nota positiva è che l’inquinamento sta diminuendo. Per la prima volta riesco a vedere le stelle, prima oscurate dallo smog” conclude il ragazzo.

A Madrid l’aumento dei contagi ha portato a degli scenari inimmaginabili. Pazienti ammalati abbandonati a sé stessi, personale sanitario che fugge dal proprio incarico.
L’obitorio comunale della città non può più raccogliere deceduti per la mancanza di attrezzatura protettiva per i dipendenti. Adesso le bare vengono portate a Palacio de Hielo, uno dei centri commerciali più grandi ed importanti della capitale.

Le reazioni degli spagnoli alla pandemia sembrano alternarsi tra senso di smarrimento e malinconia nei riguardi una metropoli che in pochi giorni si è trasformata.

“Questo silenzio mi disorienta. Un mese fa, Calle de Goya era piena di turisti. Una strada nella quale si respirava odore di vita. Adesso guardate come si è ridotta” racconta Daniel Forte, ragazzo madrileno che mostra la desolazione della capitale in un suo video girato con lo smartphone.

“Un mio amico che lavora in palestra e la sua fidanzata sono risultati positivi e sono da giorni a casa con la febbre molto alta. Si sentirebbero più al sicuro in ospedale, ma lì non c’è spazio per tutti. Lui non ha nemmeno la forza di parlare, mi ha solo raccontato che ad ogni respiro è come se il petto gli andasse a fuoco” continua Daniel.

Anche spostandosi dall’epicentro spagnolo del covid-19, si percepisce lo stesso clima. “Uno dei miei più cari amici è positivo. Viveva con il padre ma si sono dovuti separare e per lui è stato uno strazio. Quando mi affaccio dalla finestra, vedo solo ambulanze. Terribile” racconta Chus Pascual, residente a Valladolid.

Nella comunità autonoma dell’Andalusia la situazione comincia a preoccupare. Al momento sono pochi i contagi e ancor di meno deceduti, ma gli abitanti temono il peggio.

Pelayo Jesús Torres Gutiérrez, studente in Almeria, racconta del clima che si respira nel comune spagnolo “Anche qui tutto chiuso.  C’è tanta polizia in giro e le multe vanno da un minimo di 600 euro ad un massimo di 600.000, con la possibilità di arresto per un anno”.

“I genitori di una mia amica sono stati infettati. Hanno avuto la febbre alta ma hanno recuperato a casa e adesso stanno meglio. Questo rimarrà per loro solo il ricordo di una brutta influenza, ma purtroppo non è così per tutti” racconta Ginés Sanchez, altra studentessa in Almeria.

Tanti sono anche i giovani italiani nelle zone spagnole, protagonisti di un Erasmus strano, inaspettato ma per certi versi indimenticabile.
“Sono partita con un grande entusiasmo, stroncato da una situazione improvvisa. Io sono in Extremadura, anche qui tutto chiuso ma non abbiamo alcuna autocertificazione per gli spostamenti. Sarei potuta ritornare a casa e dire addio al mio Erasmus, ma non l’ho fatto sia per senso civico sia per non abbandonare un’esperienza nuova che comunque mi lascerà qualcosa. Per quanto sia difficile, cerco di viverla serenamente e invito tutti i ragazzi nella mia stessa situazione a non lasciarsi scoraggiare” racconta Pamela Coco, studentessa siciliana.

Così come gli italiani, anche gli spagnoli dimostrano unione in una lotta comune: “Tutti i giorni alle 20, dai balconi la gente intona canzoni storiche ispaniche e batte le mani.  È davvero emozionante” conclude Pamela.