Esclusiva

4 Luglio 2020
Vacanze e prenotazioni ai tempi del Covid con i booking engines

Le vacanze si avvicinano e attraverso i booking engines è possibile la prenotazione diretta delle strutture alberghiere senza alcuna commissione a terzi. L’intervista a Sergio Farinelli, direttore tecnico di Simple Booking

«L’anno 2020 era iniziato in modo eccellente con performance addirittura superiori a quelle del 2019, che per molte strutture è stato l’anno migliore dalla crisi del 2008. A partire da fine febbraio le prenotazioni si sono fermate bruscamente e la maggior parte di quelle ricevute è stata poi cancellata con ripercussioni pesantissime sui mesi futuri». Così Sergio Farinelli Presidente di QNT Hospitality e direttore tecnico di QNT Simple Booking, spiega alla redazione di Zeta l’impatto che il Coronavirus ha avuto sul settore del turismo italiano.

Farinelli è fondatore e direttore tecnico di Simple Booking un sistema di prenotazione di strutture alberghiere detto in gergo CRS (Central Reservation System) che si compone di due parti: un booking engine inserito nel sito dell’hotel che consente di ricevere prenotazioni dirette da parte dei clienti e un channel manager, che consente di sincronizzare disponibilità, prezzi e prenotazioni con tutte le maggiori piattaforme di distribuzione internazionali. Attualmente Simple Booking è utilizzato da oltre 4500 strutture ricettive nel mondo di cui oltre 3000 in Italia. All’estero sono presenti come prodotto di booking engine in oltre 50 paesi e un terzo della clientela è rappresentato da strutture ricettive estere. Simple Booking è entrata a far parte da due anni a questa parte del gruppo produttore di software italiano Zucchetti.

Per una struttura alberghiera i vantaggi di avere un booking engine sono molteplici spiega Farinelli: «In primis sicuramente quello di avere un contatto diretto col cliente, quindi acquisire prenotazioni dirette dove non si paga alcuna commissione, quindi il cliente finale quando prenota in un albergo con il nostro sistema non deve pagare alcuna commissione a terzi. Cosa diversa quando invece le prenotazioni vengono acquisite attraverso i normali canali distributivi, come ad esempio Booking. I costi di distribuzione di queste piattaforme infatti hanno un impatto che nella migliore delle ipotesi è del 15% dei costi ma tendenzialmente si va dal 18 al 30% di commissioni. Ovviamente l’utilizzo del software da parte dell’albergo comporta per quest’ultimo il pagamento di una licenza, ovvero un costo fisso». 

«Inoltre», continua Farinelli, «c’è un contatto diretto con il cliente già prima del soggiorno e questo consente di conoscere ed accogliere meglio i propri ospiti con servizi e condizioni personalizzate. Infine il cliente è “di proprietà” dell’hotel e non della piattaforma stessa, cosa molto importante in ottica di fidelizzazione e creazione di un rapporto duraturo dove il cliente può tornare di anno in anno nella stessa struttura».

Il Covid, come già sottolineato, ha avuto un impatto pesantissimo sul settore alberghiero: «A fine aprile la totalità degli hotel italiani si trovava con pochissime prenotazioni per i mesi a venire e prospettive di ripresa praticamente insistenti. Con la fine del lockdown in Italia e l’approssimarsi della stagione estiva, alcune destinazioni (mare e montagna) hanno visto una ripresa sempre maggiore delle ricerche e finalmente un nuovo flusso di prenotazioni che piano piano hanno iniziato ad arrivare di nuovo almeno per i mesi di luglio e agosto. Occorre fare una precisazione però, i segnali di ripresa si sono visti solo nelle destinazioni e negli hotel che hanno prevalente clientela nazionale o al limite europea. I turisti extra-europei, ancora non hanno iniziato a prenotare. A soffrire di più dunque sono le destinazioni a forte richiamo internazionale come le città d’arte e le destinazioni più esclusive come ad esempio Sorrento e Taormina. Difficile prevedere una minima ripresa prima di settembre, soprattutto vista l’evoluzione della pandemia proprio nei Paesi da dove arrivano notoriamente più turisti come il Nord America e la Russia».

Quando gli viene chiesto come QNT stia aiutando le strutture alberghiere messe a dura prova dal coronavirus, Farinelli risponde: «Le strutture alberghiere e in generale il reparto turistico (incluso l’indotto) sono davvero in difficoltà. Diverse non supereranno la crisi e non riusciranno neanche a riaprire. Gli aiuti dallo Stato purtroppo sono stati praticamente inesistenti, poco significativi ed arrivati in ritardo. Dubito che anche il “bonus vacanze” possa risollevare le sorti e sarà comunque utile solo a un numero limitato di strutture. Dal lato nostro abbiamo fin dall’inizio adottato tutta una serie di misure a sostegno dei nostri clienti. In primis abbiamo subito posticipato e dilazionato tutti i pagamenti per fornire supporto finanziario e tuttora lo stiamo facendo.

Abbiamo poi rivisto immediatamente i programmi di sviluppo progettando e rilasciando gratuitamente per tutti i clienti una serie di funzionalità e moduli specifici quali ad esempio l’automazione dell’emissione dei voucher di rimborso, la possibilità per i clienti finali di prenotare le strutture utilizzando automaticamente i voucher, un nuovo sistema di messaggistica one2one, la possibilità di indicare le misure di sicurezza adottate per la riapertura e diverse altre. Continueremo a rilasciare features a sostegno per tutto il 2020 senza alcun aggravio di costi.

Periodicamente inoltre pubblichiamo ricerche e dati rilevati dai sistemi circa la pressione della domanda e da quali Paesi arrivano oltre che sondaggi sulle riaperture per fornire più elementi decisionali possibili per valutare le strategie di riapertura».

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