Esclusiva

7 Luglio 2020
“Come te non ne esisteranno più, Addio Ennio”.

La morte di Ennio Morricone lascia un segno indelebile nel panorama musicale e cinematografico e nel cuore di tutti.

Certe immagini non si scordano più. Il fischio finale del film “Un sacco bello” riporta alla mente le camminate di Leo nella Trastevere desolata di agosto. Nel film ritroviamo la traccia “Danzon” che ci fa vivere scene indimenticabili, come quando, nell’autogrill a Metrano, il protagonista viene derubato. Sono immagini che vivono di per sé, al di là del film e hanno caratterizzato l’adolescenza di Valerio Sammarco, caporedattore della rivista del Cinematografo e di Cinematografo.it. Il critico romano ricorda per noi Ennio Morricone, il grande musicista, come un artista unico, che è riuscito a travolgere diverse generazioni con l’amore per i suoi brani.

Compositore, musicista, direttore d’orchestra e arrangiatore italiano, Ennio Morricone si è spento la notte del 5 luglio, a 91 anni, in una clinica romana a seguito di un incidente che qualche giorno fa gli aveva provocato la rottura del femore. La famiglia ha annunciato con una nota che i funerali si terranno in forma privata «nel rispetto del sentimento di umiltà che ha sempre ispirato gli atti della sua esistenza».

«I brani di Morricone sono riconoscibili all’istante e arrivano ovunque, dalla commedia al western. -osserva Sammarco- La sua musica crea un insieme di suggestioni che emozionano a tutte le età. È morto un artista, ma il suo talento e la sua passione rimarranno per sempre. Era una persona che capiva l’importanza del lavoro e temeva, da un giorno all’altro, di poterlo perdere. La musica di Ennio riesce a richiamare delle immagini alla memoria che vivranno nella storia. Difficile trovare un artista versatile come lui, soprattutto nel cinema italiano di oggi».

Come giudica la scelta di rifiutare lo show business al funerale e di tenere tutto privato fatta nella sua ultima nota dal maestro Morricone?

«Il modo confidenziale di celebrare il funerale è il simbolo di quanto Ennio Morricone fosse una persona riservata, un uomo che ha preferito salutare la vita terrena senza disturbare. Non ho mai avuto la fortuna di conoscerlo di persona, ma sono cresciuto con le sue note musicali negli anni 80, i suoi brani del 60’ hanno accompagnato la giovinezza dei miei genitori e sono certo che anche le mie figlie, quando saranno più grandi, non potranno fare a meno di ascoltarle e scoprire quale grande artista fosse. Sono musiche che ormai sono entrate nel nostro immaginario collettivo e del quale non potremo più fare a meno» osserva Sammarco.

«Non posso andare a Ravenna ma salutami tutti» sono le ultime parole del grande compositore e la nota della famiglia specifica come il maestro abbia conservato, sino all’ultimo, piena lucidità e grande dignità, ringraziando l’amata moglie Maria, i figli e i nipoti per la cura e l’affetto da loro ricevuto.

Sono oltre 500 le musiche scritte da Ennio Morricone per film e serie tv, oltre che opere di musica contemporanea. I vasti generi compositivi nei quali il maestro si cimentò negli anni, fanno di lui uno dei compositori più versatili e influenti di tutti i tempi.Tra le colonne sonore più importanti ricordiamo quelle dei film: “C’era una volta il West”, “Il buono il brutto il cattivo” o “Per un pugno di dollari”.

La fame mondiale di Morricone sboccia soprattutto con le musiche prodotte per il genere western all’italiana, che lo hanno portato a collaborare con registi noti quali Sergio Leone. «L’amicizia tra di loro è nata tra i banchi di scuola delle elementari e da essa si è creato poi il rapporto e la collaborazione con Carlo Verdone. Il grande maestro non ha solo costruito dei sodalizi e dei legami forti a livello umano, ma anche con il cinema stesso. L’amicizia tra Ennio e Sergio è riuscita ad unire due espressioni artistiche che si sono poi fuse in una sola» spiega Valerio. L’Oscar alla carriera nel 2007 e quello del 2015 per The Hateful Eight di Quentin Tarantino anni sono stati il compimento della sua lunga e vincente carriera, pensata e creata soprattutto per il cinema. Il premier Giuseppe Conte ha ringraziato il maestro con un tweet, riconoscendone il genio artistico e salutandolo a nome di tutta l’Italia.

“Come te non ne esisteranno più, Addio Ennio”.
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