Esclusiva

13 Marzo 2021
Nuove restrizioni, tutto ciò che c’è da sapere

A distanza di un anno dal primo lockdown il governo guidato da Mario Draghi ha deciso di implementare una nuova stretta fino al 6 aprile. Scopriamo le novità sulle regole e i comportamenti da rispettare

L’Italia abbandona il colore giallo e torna a tingersi di arancione e rosso. La decisione è arrivata attraverso l’ufficialità del Consiglio dei ministri che ha modificato all’unanimità il DPCM entrato in vigore il 2 marzo, il primo del governo a guida Mario Draghi, che prevedeva parziali riaperture su tutto il territorio italiano. Il tutto avverrà tramite l’approvazione di un Decreto legge, non più quindi di un DPCM (Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri), come ribadito dalla ministra per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini.

Da lunedì 15 marzo fino al 6 aprile ogni regione italiana diventerà zona rossa con scatto automatico non appena i contagi di coronavirus supereranno la soglia di 250 cittadini ogni 100mila abitanti. Lazio, Lombardia, Basilicata, Emilia-Romagna, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e province autonome di Trento e Bolzano si aggiungono alla lista delle regioni già in territorio rosso come Campania e Marche. A tornare (o restare) al colore arancione saranno Abruzzo, Calabria, Liguria, Molise, Puglia, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta. Nessuna regione sarà di colore giallo, a eccezione della Sardegna che resterà area bianca (con la sola eccezione dell’isola della Maddalena).

La differenza di colorazione stavolta comporterà cambiamenti minimi ai comportamenti consentiti, dato che nel nuovo decreto legge è contenuto il provvedimento che va a intensificare i divieti anche nelle zone arancioni. Confermata la chiusura sia nelle regioni sia rosse sia arancioni di bar, pub, locali, ristoranti, pasticcerie e luoghi di aggregazione all’aperto e al chiuso: per ognuna di queste categorie sarà consentito l’asporto ma non il consumo, né al chiuso a ora di pranzo né all’aperto in prossimità dei luoghi di vendita.

Resteranno chiuse palestre, piscine, cinema e teatri, che avevano visto una previsione di riapertura da parte del ministro Dario Franceschini per il 27 marzo. Lo stesso varrà per gli studenti di ogni ordine e grado nelle regioni di colore rosso e in quelle di colore arancione su discrezione dei governatori locali: tassativo per il governo il ritorno alla didattica a distanza, in molte aree anche per gli studenti universitari.

Nei giorni festivi pasquali dal 3 al 5 aprile le restrizioni aumenteranno in tutta Italia, nessuna regione esclusa. Tutti i 20 territori locali diventeranno di colore rosso, con l’obbligo per ogni cittadino di non lasciare la propria abitazione se non una volta al giorno per un massimo di due persone accompagnate da minori sotto i 14 anni.

Visitando il polo vaccinale dell’aeroporto di Fiumicino, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha dichiarato che i nuovi dati dei contagi «impongono la massima cautela per limitare il numero di morti e impedire la saturazione delle strutture sanitarie. Il ricordo di quanto accaduto la scorsa primavera è vivo, e faremo di tutto per impedire che possa ripetersi», annunciando un imminente nuovo scostamento di bilancio per erogare nuovi ristori alle categorie più colpite dalle restrizioni.