Esclusiva

2 Maggio 2021.
 
Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2021
donnexstrada, «Vogliamo essere libere e non coraggiose»

donnexstrada è un collettivo femminista nato il 21 marzo per far compagnia a chiunque debba percorrere un tratto di strada da solo

Questa è una storia di protagoniste e non di vittime, «survivors», come si definiscono loro. Bianca Hirata, fotografa, e Greta Martinez, studentessa, fanno parte di un giovane collettivo femminista, donnexstrada, nato sui social un mese fa. «Basta, si sono dette, riprendiamoci le strade e la sicurezza di camminarci anche da sole». Donne che aiutano le donne, ché il coraggio spesso nasce dall’insofferenza condivisa.

Raccontano del loro progetto con entusiasmo, «ieri sono andata a letto alle tre», dice Greta sorridendo. «Per fortuna facciamo dei turni e siamo in tante, una ventina, altrimenti sarebbe impossibile star dietro a tutte le richieste che ci arrivano», continua Bianca. Nell’era social, le richieste hanno la forma di un DM su Instagram. Funziona così: chiunque debba fare un tratto di strada da solo, di notte o di giorno, può inviare un messaggio privato su Instagram e chiedere di avviare una diretta. Una delle ragazze di donnexstrada risponde, chiedendo a chi scrive da dove parte e dove deve andare. «In caso succeda qualcosa, sappiamo che informazioni fornire ai numeri d’emergenza», dice Greta. La diretta può partire in forma anonima, quindi con una chiamata su Instagram, oppure avviando il video. E si conclude quando chi l’ha richiesta arriva a destinazione.

Il progetto nasce dopo l’ennesimo femminicidio. Laura De Dilectis, una piscologa di 28 anni che collabora con il collettivo, scrive un post di getto, le dita battono rapide sulla tastiera. Ha appena saputo della morte di Sarah Everard, rapita e uccisa mentre si dirigeva verso casa percorrendo le vie di Clapham, un quartiere a sud di Londra. E pensare che aveva preso tutte le precauzioni: i passi svelti sul percorso più illuminato, il fidanzato che le tiene compagnia al telefono. Non è bastato. È stata ritrovata cadavere in un bosco a pochi chilometri dalla casa del suo assassino, un agente di polizia. Greta vede il post sui social e decide di mettersi in contatto con l’autrice, e caso vuole che Laura sia anche una cara amica di Bianca. Il passaparola ha fatto il resto e ora donnexstrada è un cantiere brulicante di idee.

Una è quella di distribuire a ogni donna un fischietto, «così se siete per strada e qualcosa non va potete fare rumore», dice Bianca. È il segno di un nuovo modo di vivere la propria femminilità, senza abbassare gli occhi davanti a sguardi impertinenti e schiamazzi volgari. «Ma perché devono insegnarci a proteggerci? Invece che consigliarci lezioni di karate, educate gli uomini a rispettare le donne», sostiene Greta. «Vogliamo essere libere e non coraggiose», le fa eco Bianca. E sono anche inclusive, poiché anche un uomo che non si sente al sicuro può scrivere e richiedere una diretta. Donnexstrada fornisce poi un servizio di supporto psicologico per i casi più delicati, è a lavoro per creare seminari ad hoc che sensibilizzino sulla tematica di genere e pensa al progetto «dei punti viola», locali contrassegnati da un bollino viola in cui una donna può entrare se si sente in pericolo.

Riprendiamocele le strade, da protagoniste e non da vittime. Ricordandoci che, se serve, Bianca, Greta e le altre ragazze del collettivo potranno darci una mano.

Di seguito il nostro servizio video.

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