Esclusiva

21 Giugno 2021
Domenica elettorale al gazebo tra afa e pallone

Le primarie del Partito Democratico a Roma, vecchie e nuove generazioni a confronto, in fila al gazebo i commenti sulla politica e sulla domenica della Nazionale

Una domenica piena di sole in cui la politica ha sfidato il desiderio di andare al mare e la Nazionale. Alle primarie del Pd a Roma, tra i gazebi allestiti da oltre mille volontari e la piattaforma online, hanno votato in 48.624, per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra.

Tanta la gente in fila. C’è chi chiede di mantenere la postazione per allontanarsi all’ombra di una tettoia per fumare una sigaretta abbassando per un attimo la mascherina. A Montesacro, dopo pranzo, all’ombra del bar vicino al gazebo, un signore chiede a un altro “Stavolta il PD riuscirà a restare unito?”, “Ma no, litigheranno come sempre, servirebbe l’unità della Nazionale”. Un altro si inserisce, provocando: “Famo sindaco Mancini, no?” Col giornale sotto braccio, è difficile non parlare dell’Italia, tra poco in campo contro il Galles.

Le prime ore del pomeriggio sono torride, pochi rumori, solo la partenza del treno vicino al gazebo in via Val di Fassa, il quartiere delle Valli in cui si vota anche per il III Municipio. Vecchie e nuove generazioni si confrontano, i veterani guardano con sospetto i giovani elettori, non convinti fino in fondo della loro maggiore età. Infatti vota anche chi ha compiuto solo i sedici anni. C’è però chi non si lascia intimorire, “Certo che voto, uno dei candidati della lista per il municipio è un mio coetaneo”. Battute e risate, anche così si inganna il tempo nella domenica che precede il giorno più lungo dell’anno.

Sembra esserci più ottimismo nei giovani che negli anziani, più rassegnati. Anche se i dati dicono che sono più gli anziani a essere andati a votare di giovani ce n’erano molti.

Ore 20.00, la tanto attesa notizia: l’Italia ha battuto il Galles 1 a 0 e ha vinto il suo girone. Per le primarie invece i risultati finali dello scrutinio arrivano nella notte. Già dopo un’ora dall’apertura delle urne però il trend era abbastanza chiaro. L’ex ministro dell’economia Roberto Gualtieri ha vinto la competizione con il 60% e dovrà battersi in una sfida a quattro con Virginia Raggi, Enrico Michetti e Carlo Calenda.

La soddisfazione in casa Pd è stata soprattutto per il dato della partecipazione, poco più dei 43mila del 2016. “La prima scommessa è vinta. Le primarie a Roma e Bologna sono un successo di popolo e pur in epoca Covid hanno affluenza come preCovid”, esultava Enrico Letta su Twitter. Gualtieri, parlando nel comitato allestito dalla coalizione per gestire i dati, ribadiva: “È andata come speravamo, una bellissima giornata di partecipazione e democrazia. Una partecipazione alta, siamo contenti. Sono onorato per la fiducia che mi è stata accordata”.  

I risultati: Gualtieri al 60,6% delle preferenze con 28.561 voti espressi, seguito dal presidente del III Municipio Giovanni Caudo con 7.388 preferenze, il 15,6%; poi, nell’ordine, Paolo Ciani di Demos al 7,1% con 3372 voti, Imma Battaglia di Liberare Roma con 2987 voti al 6,34%, Stefano Fassina di Sinistra Per Roma al 5,5% con 2625, Tobia Zevi al 3,5% con 1663 preferenze e l’ex M5S Cristina Grancio all’1% con 497.

Per conoscere il prossimo sindaco di Roma si dovrà aspettare ottobre. L’Italia sabato prossimo affronterà una tra Ucraina e Austria. Intanto nella domenica elettorale tra afa e pallone, sui balconi di Montesacro sventolano i tricolori.