Esclusiva

Dicembre 6 2021.
 
Ultimo aggiornamento: Dicembre 22 2021
Angela Rizzica

“Gli imprevisti sono i miei veri nemici”. L’alimentari sotto casa, un pezzo d’infanzia, è sfuggito alla sua presa, chiuso ormai da tempo per chissà quale motivo. Con i suoi legami, l’ospedale sopravvive tra amore e odio. L’unica opportunità era la legge.

Classe 1993, Angela Rizzica è nata a Roma. Non tra le file dei fori, ma dove la gloria della Capitale svanisce, la periferia. Una delle borgate di Roma, “un luogo con alto tasso di criminalità dove si deve imparare a crescere in fretta”. Madre romana e padre di Terni, si conoscono nelle corsie d’ospedale, lei infermiera e lui medico, “Una vita molto in stile Grey’s Anatomy”. Per lei la voglia di studiare medicina continua tutta la vita, finché l’instabilità che questo lavoro può creare la convince a cambiare strada. Lettere viene escluso, troppo precariato. Non rimane che giurisprudenza ed è la terza scelta ad avere la meglio.

Angela Rizzica

Tra codici, leggi e sentenze, Angela Rizzica non prova smarrimento. Fino ad allora i pensieri e le idee le apparivano incostanti ai suoi occhi. Era alla ricerca di uno schema che tutte le certezze sfumate avevano corroso. In quegli studi il suo disordine mentale ha trovato una cura efficace. “Nel mio caos la legge mi ha regalato l’impostazione mentale, la possibilità di mettere ordine in mondi caotici”. Da giurisprudenza a giornalismo il passo è lungo, eppure per lei immediato. “Proprio la legge, con il suo modo di ragionare in modo quadrato, critico, che osservi fino alle radici, è ciò che serve a una giornalista. Controllare le fonti, verificare una notizia, poter fare affidamento su dati precisi, cogliere la complessità della situazione. Nulla deve essere lasciato al caso”. Dalla legge al giornalismo, “ogni volta che lavoro penso, quanto ho contribuito a riordinare il mondo oggi?”.

Angela prende in mano la sua vita e decide di rischiare. Invia la domanda per il master di giornalismo. “In quel giorno non dovevo essere capita, ma compresa. Basta questo per amare. È stato in quel momento che mi sono sentita davvero libera”. Una libertà che ha scoperto per la prima volta nei suoi studi, dove la legge, con la sua apparenza di restrizione o di possibilità donata, per lei sfuma del tutto. “La legge è la più grande condizione per cui esista la libertà, altrimenti non sarebbe la libertà di nessuno”.

“La mia capacità di mettere ordine è ciò che penso mi distingua”. Fin da bambina Angela Rizzica è nemica delle ingiustizie e dei sampietrini romani, colpevoli delle sue costanti cadute. Gli occhi puntati in alto, lontani dal selciato della strada, la rendono decisa e allo stesso tempo fragile alle buche.

Angela alterna il ricordo del giorno più bello della sua vita, l’esame da avvocato, al programma mentale creato per il giorno successivo. Gli imprevisti la perseguitano e per ogni meta anticipa la partenza di almeno un’ora. Impossibile arrivare in orario guidando per Roma, “L’unica città in cui mi piace prendere la metro”.