Esclusiva

12 Gennaio 2022
Guerra sui voli fantasma tra Lufthansa e Ryanair

La compagnia tedesca chiede aiuto all’UE, ma è la compagnia irlandese a suggerire una semplice soluzione

«Lufthansa ama piangere lacrime di coccodrillo per l’ambiente mentre fa tutto il possibile per proteggere i suoi slot». È della mattina di oggi, mercoledì 12 gennaio 2021, il comunicato dell’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary.

La compagnia tedesca aveva sollevato con la commissione europea il problema dei “voli fantasma”, ossia aerei vuoti o quasi che però le compagnie sono costrette a far partire lo stesso per non perdere lo slot. Lufthansa aveva denunciato di aver dovuto far volare tremila aerei vuoti, mettendo l’Unione Europea sotto pressione, soprattuto quando la notizia è stata condivisa dall’attivista svedese Greta Thunberg in un tweet sarcastico in cui metteva in dubbio che l’organizzazione sia davvero interessata all’emergenza climatica.

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Ryanair dimostra di tenere di più all’ambiente, “risolvendo” il grattacapo: «La soluzione al problema dei “voli fantasma” di Lufthansa è semplice: basta vendere questi posti ai consumatori. Se Lufthansa ha davvero bisogno di operare questi voli (solo per impedire il rilascio di questi slot alle compagnie aeree concorrenti), allora dovrebbe essere obbligata a vendere questi posti al pubblico a tariffe basse».

La compagnia irlandese ricorda che la Germania e l’Unione Europea hanno stanziato miliardi in aiuti di Stato per Lufthansa e le sue sussidiarie, Brussels Airlines, Svizzera e Austria e invita il gruppo tedesco a “ricambiare la generosità”, offrendo i posti su questi voli fantasma «a tariffe vantaggiose per premiare i contribuenti tedeschi ed europei che l’hanno sovvenzionata durante l’emergenza Covid».

Secondo Ryanair, «l’Unione Europea dovrebbe ignorare le false affermazioni di Lufthansa sui “voli fantasma” dato che la soluzione è semplice» e «chiede ancora una volta alla Commissione Europea di costringere Lufthansa e altre compagnie aeree sovvenzionate dallo Stato a rilasciare gli slot che non desiderano utilizzare», l’obiettivo sarebbe quello di lasciare spazio a concorrenti «a tariffe basse come Ryanair» per poter offrire più scelta ai consumatori.

Nel comunicato, si legge anche che «gli slot sono il modo in cui [Lufthansa] blocca la concorrenza e limita la scelta nei grandi aeroporti hub come Francoforte, Bruxelles Zaventem, Vienna, tra gli altri». Questa dichiarazione contro la compagnia tedesca acquista un’ulteriore rilevanza se si ricorda l’annuncio dello scorso venerdì 7 gennaio. La compagnia irlandese aveva annunciato che a fine marzo chiuderà la sua sede di Francoforte e il direttore commerciale di Ryanair, Jason McGuinness, citava Lufthansa tra i responsabili di quella loro scelta: «Mentre Ryanair continua a investire negli aeroporti tedeschi che capiscono la richiesta di abbassare le tasse aeroportuali per recuperare traffico, la concorrenza nel mercato tedesco è stata enormemente distorta dai nove miliardi di euro in sussidi statali che sono stati riversati su Lufthansa che continua a tagliare la sua flotta, i collegamenti e i posti di lavoro».