Esclusiva

Febbraio 28 2022.
 
Ultimo aggiornamento: Marzo 1 2022
«L’Europa espelle gli studenti russi» ma è una bugia di Mosca

La testimonianza di due ragazze russe che frequentano l’università Luiss

«Sto leggendo notizie russe che dicono che le università europee hanno iniziato a espellere gli studenti russi e io ero preoccupata, ma mi hanno detto che è una bugia.» Maria Gorokhova, nata a Mosca da madre ucraina, è iscritta al dipartimento di impresa e management della Luiss.

Anche Sofi Marango, al primo anno di Politics, Philosophy and Economics, viene dalla Russia e ha paura. «Alcuni dei miei amici russi mi hanno inviato questa notizia dell’ultima ora e mi sono spaventata un po’. Sarebbe piuttosto ingiusto che facessero una cosa del genere, ma non ho alcuna conferma che sia vero.»

La preoccupazione degli studenti nasce dopo il post Instagram di Tatyana Moskalkova, commissario per i diritti umani della Federazione Russa: «Il Ministero sta inoltre adottando misure senza precedenti per proteggere i diritti degli studenti russi che vengono espulsi dalle università in Francia, Repubblica Ceca, Belgio e altri paesi europei a causa della situazione in Ucraina.»

Le due ragazze continuano a frequentare la Luiss di Roma, sostenute dai loro compagni di corso. 

A Maria ha fatto piacere quando «dal Tutorato mi hanno chiesto come mi trovo e se sono stata vittima di discriminazione, ma l’università è davvero una comunità.» Mentre per Sofi «è un periodo difficile, c’è molta ansia, tristezza, impotenza, o anche vergogna per le azioni del mio paese. Ma gli studenti si comportano con rispetto e compassione. Sono preoccupati per la mia famiglia in Russia e per come stanno andando le cose. Abbiamo molte conversazioni su questo argomento, durante e fuori dalle lezioni.»

Al momento le ragazze sono a Roma, ma mancano pochi mesi alla fine dei corsi e già pensano a tornare in Russia. Maria non vuole rimanere in Italia dopo la laurea, ma non ritiene sia un problema lo spostamento: da Mosca a Roma aveva viaggiato in macchina e le strade non sono chiuse, i genitori possono venire in qualsiasi momento in auto. Mentre Sofi non immagina quale possa essere la situazione questa estate, «ma mi piacerebbe davvero tornare a casa.»

La preoccupazione pressante per Sofi sono le sanzioni dell’Occidente che: «colpiscono anche me, in quanto cittadina russa. C’è questa inquietudine ogni volta che provo a pagare qualcosa con la mia carta… Spero che non venga rifiutata. Ogni volta. È piuttosto stressante.»

Maria è più tranquilla: i provvedimenti dell’Unione Europea non coinvolgono tutte le banche russe e la sua non è tra quelle menzionate. Il problema è pagare la rata dell’università «perché con tutto quello che sta succedendo con il sistema Swift non è possibile inserire una grande somma in una sola transazione.» Anche Sofi è nella stessa situazione e sta «pensando di creare un conto corrente in Italia. Stiamo cercando di vedere come funzionerebbero le transazioni. Devo trasferire grandi somme di denaro per l’università. Spero che troveremo un modo.»

Le due sono in contatto con i parenti in Russia e si fanno aggiornare sulla situazione.

Tutti gli amici di Maria «a Mosca quasi tutti i giorni escono per le strade, ma è difficile per chi non ha amici nella polizia. La gente ha paura di uscire e fare manifestazioni.» Alcune conoscenze di Sofi «partecipano a proteste pacifiche contro la guerra, ma è comprensibile che per la maggior parte sia dura, che ci voglia molto coraggio. Soprattutto dopo il nuovo annuncio che qualsiasi aiuto sarà considerato tradimento.»

Sofi parla per le persone che conosce «e non supportano il nostro governo, le sue azioni e queste “operazioni di pace”, come le ha definite Putin. Ma mi piacerebbe dire che parlo a nome di tutto il popolo russo. Ci sono ancora molte persone che cercano di trovare giustificazioni. Non so come andrà a finire, ma spero che sia l’inizio di una Russia nuova, più libera

Maria si augura che «gli europei capiscano che i russi non possono scegliere. Io, per esempio, questo governo non l’ho scelto e conosco almeno cento persone che non l’hanno scelto. Non possiamo votare in Russia.»

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