Esclusiva

Marzo 18 2022
Recup, l’associazione che salva dalla spazzatura il cibo ancora buono

Nei mercati rionali milanesi, in quelli romani e a Busto Arsizio, i volontari di Recup combattono gli sprechi di cibo, sostenendo chi è in difficoltà

Recuperare la frutta e la verdura in eccedenza, scartata dai commercianti, perché troppo vicina alla maturazione o leggermente danneggiata, e quindi a forte rischio spreco, per donarla a chi la desidera o ne ha più bisogno. Una buona pratica che l’associazione Recup, composta da volontari di tutte le età, da anni, porta avanti nei mercati rionali milanesi, in quelli romani e nel mercato di piazzale Bersaglieri di Busto Arsizio. Obiettivo principale: ridurre gli sprechi di cibo fornendo, allo stesso tempo, un valido aiuto a chi è in difficoltà. Così «il cibo che perde valore economico acquista valore sociale».

Tutto ha inizio nel 2014 quando Rebecca Zaccarini, studentessa in erasmus a Lille, in Francia, e un gruppo di amici, hanno l’idea di recuperare il cibo in eccedenza nel mercato di Wazemmes, per poi distribuirselo tra di loro.

Al rientro in Italia, Rebecca decide di continuare a portare avanti questa consuetudine, coinvolgendo i commercianti del mercato di viale Papiniano a Milano. «Quando sono tornata in Italia, andavo al mercato, e vedevo che c’era molto spreco e tante persone che recuperavano dalla spazzatura. In quel periodo, ho scritto la mia tesi di laurea triennale sullo spreco alimentare e ho iniziato a coinvolgere i commercianti chiedendogli di darmi il cibo che avrebbero buttato via ma che era ancora buono, e ho iniziato a metterlo in un punto. All’inizio ero da sola, lo facevo da sola. Dopo qualche mese ho coinvolto due ragazze che poi, insieme a me, hanno fondato Recup, insieme ad altre sette persone».

Una prassi virtuosa che nel 2016 ha portato alla fondazione di Recup, un’Associazione a Promozione Sociale (APS) che, da allora, ha permesso di recuperare tonnellate e tonnellate di alimenti, altrimenti sprecati. In particolare, in base ai dati forniti da Recup, solo su Milano, nel 2021, unendo insieme i mercati rionali in cui è presente l’associazione e l’Ortomercato, sono state sottratte alla spazzatura ben 327 tonnellate di alimenti ancora commestibili.

Recup, l’associazione che salva dalla spazzatura il cibo ancora buono

Nonostante i notevoli passi in avanti sul fronte della lotta agli sprechi alimentari, sono ancora troppe le quantità di cibo che, ogni anno, finiscono nella spazzatura: circa 67 kg pro capite secondo il Food Sustainability Index, il rapporto realizzato da The Economist Impact in collaborazione con Fondazione Barilla. Tra queste anche tanta frutta e verdura, spesso cestinata solo perché “brutta”, ossia danneggiata o con qualche difetto estetico (ad esempio nella forma o nel colore), meno conforme quindi a quella che, in genere, troviamo sugli scaffali dei supermercati. Anche se, come emerge dal Rapporto di ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) sulla Competitività della filiera agrumicola in Italia, circa il 30 per cento degli agrumi che rimane escluso dai mercati tradizionali finisce all’industria della trasformazione dove se ne ricavano succhi e oli essenziali, è ancora troppo elevata la quantità di alimenti freschi sprecati nel passaggio dalla produzione al consumo.

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Ma, come avviene il recupero di frutta e verdura?

Come spiega Lorenzo Di Stasi, coordinatore della Comunicazione di Recup: «L’attività del volontario inizia quando il mercato sta per terminare. Recuperiamo le cassette o parte delle cassette con frutta e verdura che i commercianti spesso decidono di non vendere perché sono sicuri non abbia un ritorno economico». I prodotti ortofrutticoli vengono poi raggruppati in un punto di ritrovo all’interno dello stesso mercato in modo che, nel rispetto delle esigenze di tutti, coloro che lo desiderano possono portare via ciò di cui hanno bisogno. L’importante è non prelevare una quantità superiore a quella che si riuscirebbe a consumare, proprio per evitare ulteriori sprechi. 

Recup, l’associazione che salva dalla spazzatura il cibo ancora buono

Trasformare il mercato in una piazza sociale, fino a dare vita ad una vera e propria rete solidale. È questa la sfida più grande di Recup: favorire l’inclusione di chi è in difficoltà. «Dove siamo presenti, le persone non sono più costrette ad essere sole, emarginate e a cercare in autonomia gli scarti del cibo», ribadisce Lorenzo Di Stasi. «Il nostro obiettivo è quello di contribuire alla riduzione dello spreco e creare sempre più relazioni sociali», aggiunge Rebecca Zaccarini.

E se anche il cibo recuperato finisse per avanzare?

Come spiega Rebecca Zaccarini: «Nell’Ortomercato collaboriamo con molte associazioni tra cui Croce Rossa e Banco Alimentare, per gestire meglio le eccedenze». Per quanto riguarda, invece, le eventuali eccedenze derivanti dal recupero del cibo nei mercati rionali, si fa riferimento alle parrocchie e alle realtà del Terzo Settore della zona.

Nel mese di marzo 2021, grazie a un gruppo di amici, Recup è arrivato anche a Roma. Come racconta Federico Valentini, 29 anni, coordinatore di Recup Roma: «Eravamo in quattro e il progetto è partito un poˈ da un’esigenza di fare qualcosa in un momento di difficoltà. In realtà era qualcosa che volevamo fare già da tempo: ci eravamo resi conto di quanto spreco c’era, guardando quello che succede nei mercati. Piuttosto che fondare un’associazione a sé, abbiamo visto che c’era già una realtà esistente che faceva quello che volevamo fare noi. Abbiamo, quindi, pensato di concentrare le forze sulla parte operativa: ci hanno dato piena disponibilità per provare a portare il progetto a Roma e quindi è partita così, piuttosto che fondare un’associazione, abbiamo unito le forze».

Recup, l’associazione che salva dalla spazzatura il cibo ancora buono

Al momento, i coordinatori di Recup Roma sono Federico Valentini e Michele Clemente, 26 anni. I volontari operano nel Mercato Ostiense di via Corinto, nel Mercato Trieste di via Chiana, nel Mercato di via Sacchetti e al Mercato Montagnola di via Pico della Mirandola. Anche nella Capitale, si privilegia il recupero di frutta e verdura ma, come spiega Federico Valentini: «Se ci sono dei banchi che ci donano del pane o della carne e abbiamo modo di distribuirla subito, la prendiamo».

In totale, a Roma, in un anno, Recup recupera circa 120 kg di frutta e verdura.