Esclusiva

Maggio 1 2022.
 
Ultimo aggiornamento: Maggio 10 2022
Chi sono i profughi ucraini

L’accoglienza e la fuga della popolazione ucraina dall’inizio della guerra

Cinque milioni. Non un numero freddo e asettico, ma volti, sguardi, vite strappate a una quotidianità, a una patria invasa e distrutta. Sono donne, bambini, anziani costretti a viaggiare per giorni al freddo, disidratati, senza sosta, su treni carichi di persone.

Dallo scoppio della guerra in Ucraina, il 24 febbraio 2022, più di 5 milioni di persone hanno lasciato il paese. Molti profughi si sono spostati nei paesi confinanti, prevalentemente Slovacchia (350 mila), Ungheria (490 mila), Romania (780 mila) e Moldavia (435 mila) e Polonia che, secondo i dati dello UNHCR, ha accolto più di circa 3 milioni di profughi.

Chi sono i profughi ucraini

Il termine profugo viene dal latino profugus che deriva da profugere ovvero ‘cercare scampo’. Secondo l’Enciclopedia Treccani sono profughi le persone costrette ad abbandonare la loro terra, paese, patria a seguito di un evento bellico, di persecuzioni politiche o razziali, o cataclismi naturali.

A livello giuridico, il diritto europeo si basa sul trattato di Ginevra del 1951 che distingue tra rifugiati, richiedenti asilo e migranti. Secondo l’articolo 1 il rifugiato è una persona che “temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinioni politiche, si trova fuori del paese di cui ha la cittadinanza, e non può o non vuole, a causa di tale timore, avvalersi della protezione di tale paese”.

Sono richiedenti asilo coloro che si presentano come rifugiati, ma non sono ancora stati riconosciuti come tali. Migranti, infine, sono coloro che decidono volontariamente di spostarsi, quindi non per cause di una persecuzione diretta o una minaccia.

L’accoglienza del popolo ucraino è una tematica che da subito è stata affrontata con urgenza dai paesi dell’UE.
In Italia, in particolare, è presente la più grande comunità ucraina d’Europa, ciò significa che molti profughi l’hanno scelta come meta per cercare ospitalità presso altri connazionali.
Le persone che vivono in città colpite dalla guerra devono essere accolte ma, a causa del Covid, l’ondata migratoria può rappresentare un grave pericolo: si teme un nuovo picco di contagi dovuto proprio allo spostamento di grandi quantità di persone da un centro ad un altro.
La normativa anti-Covid prevede, per chi arriva in Italia, la sottoposizione ad un tampone al momento dell’arrivo, seguita da 5 giorni di auto sorveglianza, e la prima dose per chi ancora non avesse cominciato l’iter di vaccinazione.

Il presidente del Consiglio dell’UE, per rispondere all’urgenza del conflitto e dei consistenti episodi di migrazione di massa, ha attivato, per la prima volta dopo dieci anni dalla stesura della direttiva, lo strumento della protezione temporanea. I profughi avranno diritto per un anno alla protezione: il fine di questo meccanismo di emergenza è ospitare i rifugiati e garantire la loro tutela per un periodo iniziale di un anno, che può essere prorogato di 6 mesi più altri 6 mesi.

Il 29 marzo, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha reso operativa la protezione temporanea con il Dpcm che attua la decisione europea del 4 marzo 2022.
La protezione temporanea garantisce aiuto e soccorso, in casi straordinari di migrazioni di massa, a tutti coloro che sono impossibilitati a tronare nel loro paese di provenienza. Tuttavia, i limiti di tempo sono indispensabili per determinare la fine dell’emergenza.
L’afflusso deve essere costantemente monitorato per tutelare le persone richiedenti asilo, senza però danneggiare o bloccare l’equilibrio del paese ospitante.

Possono richiedere protezione temporanea tutti i cittadini residenti in Ucraina fino al 24 febbraio 2022 (inizio dell’invasione), persone provenienti da altri stati che ricevevano protezione internazionale in Ucraina e cittadini di altri paesi che vi soggiornano regolarmente. Hanno diritto alla protezione anche i familiari dei casi sopra citati.

La richiesta del permesso di soggiorno può essere sottoposta alla Questura e il diritto di protezione temporaneo può essere sospeso anzitempo secondo le indicazioni del Consiglio dell’Unione Europea, che dichiara terminata l’emergenza. Coloro che possiedono la protezione temporanea oltre a godere di misure assistenziali e agevolazioni per il ricongiungimento fra cittadini ucraini in territorio italiano, possono richiedere anche la protezione internazionale.

D’altra parte, negli ultimi mesi si è riscontrato un controesodo dei rifugiati: persone che sono state fuori dall’Ucraina per due o tre settimane e non riescono più a vivere come profughi in terra straniera. Secondo i dati sono circa 30 mila gli ucraini che ogni giorno attraversano il check point per tornare nel loro Paese. All’inizio della guerra questo numero era la metà e comprendeva solo persone che uscivano dal paese per accompagnare i familiari al sicuro oltre il territorio ucraino. L’ultimo dato disponibile dei rifugiati rientrati dall’Europa è 620 mila.

Come non comprendere il desiderio di tornare nella propria casa, nel proprio paese, dove non sentirsi straniero, solo, senza meta. Queste sono le storie dei profughi ucraini. Queste le storie di chi cerca scampo.

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