Esclusiva

Maggio 10 2022
«Che belle cosce che hai». Le testimonianze delle molestie a Rimini

Sono più di un centinaio le donne che tramite i social di Casa Madiba e Nonunadimeno Rimini, hanno denunciato di aver ricevuto molestie da parte degli Alpini

«Era impossibile camminare in qualsiasi strada di Rimini senza essere molestate, fischiate, toccate»

È una delle tantissime testimonianze di donne che dichiarano di essere state molestate durante i giorni della manifestazione nazionale degli Alpini.

Oltre 80mila Alpini sono arrivati a Rimini tra giovedì 5 maggio e sabato 7 maggio. Secondo i racconti dei cittadini, la loro presenza ha creato disordine e scaturito polemiche durante tutta la 93esima adunata. 

Tra giovedì sera e venerdì mattina “Casa Madiba”, spazio culturale politico e sociale di Rimini, ha ricevuto un paio di segnalazioni su molestie subite che ha condiviso sulla propria pagina Instagram. Nel giro di due ore le segnalazioni sono salite a 30 e durante il weekend sono arrivate a oltre 150. 

Ma non riguardano solo donne. Hanno ricevuto anche segnalazioni di molestie verbali e fisiche, di stampo razziale e nei confronti di persone transessuali. 

«Le forze dell’ordine presenti in svariati episodi non sono intervenute, anzi, sminuivano la situazione e giravano la testa dall’altra parte» racconta Alice, collaboratrice di Casa Madiba che riporta varie testimonianze. «Anche il Comune lo ha fatto. Senza prendere una posizione ha detto di non poter fare di tutta l’erba un fascio, che sicuramente erano un paio di mele marce».

Veronica, una vittima delle molestie, racconta «Era impossibile camminare in qualsiasi strada di Rimini senza essere molestate, fischiate, toccate. 

Sono uscita solo sabato e stavo andando a San Giuliano a prendere un aperitivo con la mia amica. Ogni mezzo metro venivamo approcciate da Alpini che in maniera molesta chiedevano di sedersi al tavolo o ci volevano offrire da bere».

Raffaella, un’altra vittima delle moleste da parte dii alcuni Alpini, ha solo 19 anni. 

«Sono di Bologna, è da lì che sono partita insieme ai miei due amici di 20 e 21 anni. 

Al ritorno ci stavamo incamminando verso la stazione, stavo attraversando sulle strisce e un uomo di circa 50 anni ha cominciato a correre verso di me, dicendomi cose incomprensibili, e io mi sono spostata per evitarlo. Lui mi ha seguita e il mio amico cercando di difendermi è stato preso a pugni. Gli uomini che ci stavano aggredendo erano diventati due e io ho cercato di allontanarli ma uno dei due mi ha dato uno schiaffo e io sono caduta per terra»

La vittima racconta che nessuno dei passanti è intervenuto. Dopo varie volanti della polizia se ne ferma una che prende i due aggressori ma finisce per dare la colpa all’amico della ragazza, straniero, che non ha i documenti con sé.

«L’unica cosa che puoi fare è una denuncia entro 90 giorni» questo è ciò che le hanno detto.

In realtà la situazione nel fine settimana, a detta delle forze dell’ordine, era sotto controllo. Fonti dei carabinieri di Rimini affermano infatti di non aver ricevuto nessuna denuncia o segnalazione. «Accuse circostanziali, generiche e indeterminate» così definiscono le denunce fatte tramite i social. Affermano di non essere a conoscenza di ciò che è stato raccontato perché mancherebbe un riscontro penale. Riconoscono un «malcostume» da parte degli alpini che però è responsabilità dell’Associazione nazionale degli Alpini.

L’Associazione nazionale degli Alpini ha dichiarato che «prende ovviamente le distanze, stigmatizzandoli, dai comportamenti incivili segnalati, che certo non appartengono a tradizioni e valori che da sempre custodisce e porta avanti. Prenderemo provvedimenti».

Al tempo stesso però dichiara che «dopo gli opportuni accertamenti, risulta che alle Forze dell’ordine non sia stata presentata alcuna denuncia» e che «è quasi fisiologico che possano verificarsi episodi di maleducazione, che però non possono certo inficiare il valore dei messaggi di pace, fratellanza, solidarietà e amore per la Patria».

Il caso, dopo la grande attenzione mediatica che ha ricevuto, è arrivato anche al governo.

Il ministro della difesa Guerini ha affermato che «I comportamenti raccontati da alcune donne sono gravissimi. Episodi che certamente andranno accertati dagli organi competenti, ma che non possono e non devono essere sottovalutati» e aggiunge «Episodi, voglio ribadirlo con forza, che sarebbero all’opposto dei valori degli Alpini e di una manifestazione che è celebrazione di solidarietà, principi e bellissime tradizioni»

Un’altra testimonianza anonima racconta della situazione lavorativa quasi impossibile da gestire durante il weekend. 

«Di libertà se ne sono prese tante, da chiamarmi «bellissima» a episodi più importanti. L’ultimo ieri. Ero fuori dall’albergo con il telefono in mano, arriva un cliente dalla strada, viene mi mette il capello in testa e mi da due baci sulle guance. Non ho avuto neanche il tempo di reagire»

Ma l’esperienza della ragazza non finisce qua.

«Ad un certo punto arrivano circa 12-15 Alpini su un trabiccolo a motore con musica sparata, sbattono le mani sul bancone e mi chiamano a voce alta, uno di loro mi chiede di andare a fare la doccia con lui»

Un’altra fonte anonima denuncia ripetute molestie in un bar della città avvenute dopo aver declinato un drink. «Che belle cosce, perché non le apri?» si è sentita dire la ragazza rientrando a casa in compagnia di un amico.

Le denunce non sono poche e non riguardano solo chi si trovava fuori per una serata di divertimento ma anche chi era al lavoro.

«Sono sicura che almeno il 70% delle donne lavoratrici sono state molestate durante il weekend. È stato dato il via libera. Il sindaco parla di soldi che entrano, di commercio, ma a noi gli straordinari non sono mica stati pagati»

Il sindaco di Rimini Jamal Sadegholvaad che ha voluto fortemente ospitare questa adunata ha deciso, per ora, di non esprimersi pubblicamente

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