Esclusiva

Gennaio 9 2023
TikTok riscopre la “Follia” e ne fa un cult

Romanzi vecchi di sessant’anni tornano in cima alle classifiche. Il fenomeno social che legge il mondo attuale con i classici

Eros e Thanatos. Amore e morte. La coppia di elementi opposti ma inestricabilmente legati nella teorizzazione freudiana sono l’ordito su cui è tessuto “Follia”, il romanzo pubblicato nel 1959 da Patrick McGrath. Il libro, con sulle spalle oltre 60 anni di storia, è tornato in lizza alle classifiche grazie a Tik Tok e al suo giovane pubblico. Non è raro che grazie all’azione dei booktoker vecchi romanzi tornino contemporanei: ne sono esempi libri come Dio di illusioniUna vita come tante e La canzone di Achille.

Follia è la storia di un amore morboso che condurrà Stella, la protagonista, in un vortice di malessere fino a toccare il fondo dell’abisso. Siamo nell’estate del 1959. Stella, una donna intelligente, volitiva e affascinante, è la moglie di Max Raphael, uno psichiatra criminale. Con lui e con il figlio Charlie si trasferisce nell’area residenziale annessa all’ ospedale psichiatrico di cui Max diventa vicedirettore grazie alla nomina del direttore della struttura, Jack Straffen. Dell’equipe fa parte anche Peter, collega di Max e voce narrante della storia. Stella si ambienta in fretta e mentre, il piccolo Charlie si diverte a scorrazzare nei giardini della residenza, la donna sembra a suo agio, giorno dopo giorno, nel ruolo di moglie del promettente dottore.
Ma si tratta di un idillio momentaneo, presto interrotto dal corso degli eventi. Nella clinica è tradizione organizzare ogni anno un ballo al quale partecipano pazienti, membri del personale medico e rispettive famiglie. È in quell’occasione che Stella incontra un ex artista Edgar Stark, un paziente dell’ospedale ricoverato per aver ucciso la moglie di cui sospettava tradimenti. I due danzano insieme, un ballo in apparenza innocente ma destinato a rompere tutti gli equilibri. La prestanza di Edgar e la sua fisicità risvegliano una parte della donna che Stella aveva mortificato per lungo tempo: quella animalesca. E così tra incontri fortuiti, fughe impreviste ma calcolate e passione ardente, la vita di Stella si avvia al precipizio nel quale trascina con sé anche le persone che le stanno accanto. Per lei Max perderà il posto di lavoro, nelle acque di un laghetto il figlio annegherà sotto gli occhi distratti della madre e, infine, anche Stella, incapace di uscire dal vortice in cui è entrata, si toglierà la vita.

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La storia ha un impatto emotivo così forte che il lettore fa fatica a staccarsi dalle pagine fitte di eventi e pathos e, insieme a Stella, scivola nel vortice dell’irrazionale che tutto scompiglia, fino a rendere rarefatti i contorni- come quelli mancanti ai ritratti che Edgar fa della protagonista- e incerti i punti di riferimento. I personaggi escono dalle pagine e sembra quasi di vederli muoversi concitati e smarriti di fronte al nostro sguardo, come attori di una tragedia greca. Dalla tradizione l’autore riprende anche la funzione di commento, propria del coro, per affidarla a Peter, il narratore, senza la cui voce, probabilmente, anche il lettore si perderebbe nei meandri del labirinto che man mano si va formando. A completare l’ammirevole costruzione del romanzo concorre l’ambientazione. Per continuare il parallelismo tra libro e tragedia, la scenografia muta seguendo l’evoluzione psichica dei personaggi: dagli ambienti ameni che contraddistinguono le prime fasi del racconto, quando Stella era una donna risoluta e serena, si passa mano a mano ad ambienti cupi, come la casa in cui Edgar si rifugia dopo la fuga, degna dei più conosciuti aneddoti sulle condizioni di vita degli artisti maledetti. L’ambiente ha, dunque, anche funzione anticipatoria: al lettore più accorto non sfuggirà, infatti, che la descrizione di uno spazio trasandato, ombroso è predittrice di un’involuzione della personalità dei protagonisti e della storia.

La tensione tra amore e morte di cui il romanzo si nutre seduce il lettore che insieme a Stella entra nella spirale di eventi. Alla fine anche lui, esausto, si abbandona all’unico finale in grado di sciogliere il suo tormento interiore.