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Esclusiva

Febbraio 26 2023
Oltre la guerra, l’amicizia di Nikol e Olga

Una ragazza russa e una ucraina, in fuga dalla guerra, raccontano la nascita del loro legame nato nelle aule della Luiss a Roma

«Il mio ultimo ricordo è un giorno grigio e freddo, passeggiavo nel parco ed ero felice che fosse quasi marzo, che sarebbero tornati i colori». Ripercorre così il giorno prima dell’invasione russa Nikol Ronki, vent’anni, studentessa di Kharkiv. «Mi disturbavano però le notizie, Ne parlavano tutti, ma io credevo fosse impossibile». Entro poche ore le forze armate di Putin avrebbero invaso il suo Paese, cambiando anche gli equilibri globali. Trovandosi in una città a Est dell’Ucraina, fra le prime ad essere attaccate, Nikol si sposta in Polonia, a Cracovia, poi a Budapest, in Ungheria. «Sapevo che volevo andare avanti con la mia vita, così ho cercato un posto dove vivere e studiare e l’Italia mi sembrava l’ambiente ideale. Da Budapest sono andata prima a Torino, dove mi ha ospitato una famiglia meravigliosa, poi ho fatto richiesta di iscrizione alla Luiss». Da sei mesi frequenta il corso di Business Administration dove ha incontrato Olga, 18 anni, città di origine: Mosca.

Olga Arzhaeva è più timida rispetto a Nikol, ma ha le idee molto chiare: «Avevo pianificato di iscrivermi in un’università italiana da tempo. Non ci credevo nemmeno io come Nikol, ma quando la guerra è iniziata mi è sembrato il momento giusto per studiare all’estero. In Russia non potevo rimanere perché lì o appoggi il governo o te ne devi andare. La mia decisone è stata quella di provare a supportare l’Ucraina da lontano. Non aveva senso rimanere a Mosca e cercare di cambiare qualcosa dall’interno»

L’avversione per le politiche messe in atto dal presidente Putin e il sostegno alla causa ucraina hanno subito avvicinato le due ragazze, che fra loro parlano in russo: «Ci capiamo perfettamente» – afferma Nikol, che provenendo da Kharkiv, città di confine a maggioranza russofona, è bilingue – «ma non siamo diventate subito amiche. È successo dopo aver capito il suo sincero coinvolgimento per il mio Paese. Adesso parliamo tanto, parliamo di quello che succede ogni giorno». Un rapporto non scontato, considerando le diverse prospettive da cui vivono il conflitto, attraverso le testimonianze indirette che arrivano all’una da Mosca e all’altra da Kharkiv.

«Direi che non possiamo nemmeno paragonare le due situazioni», afferma Olga, «però in Russia un fatto abbastanza strano è che molte persone non hanno notato grandi cambiamenti dopo l’inizio della guerra ed è una cosa che non mi piace. È peggiorato in genere l’aspetto economico delle grandi aziende e la situazione politica si è fatta più intensa, poiché chi non è d’accordo con le decisioni del governo non può esprimere opinioni in pubblico».

A Kharkiv, invece, tutto è cambiato ma la resistenza è forte. L’intera famiglia di Nikol vive ancora lì: «A volte va meglio, a volte va peggio. Cercano di non dirmi tutto quello che succede per non turbarmi. Sono esausti per tutto quello che sta accadendo, ma continuano a vivere, continuano a lavorare e sono molto orgogliosa di loro». Nikol e Olga per il momento non pensano di tornare a casa. Il loro futuro è qui, dicono, almeno per altri due anni e mezzo, il tempo che servirà a laurearsi. Poi si vedrà. I loro giorni trascorrono sereni a Roma, tra progetti universitari, lezioni, nuovi amici e i colori