Esclusiva

Dicembre 17 2023.
 
Ultimo aggiornamento: Dicembre 18 2023
Tra i volontari di Atreju, festa di giovani e di governo

La cronaca della festa di Fratelli d’Italia raccontata dai militanti di Gioventù Nazionale

«E’ vero, adesso siamo al governo, ma lo spirito è sempre lo stesso. I ministri sul palco sono ragazzi come noi, cresciuti con lo stesso percorso», Filippo Mosticone, 22 anni, è tra le decine di volontari in felpa blu che presidiano la quattro giorni di Fratelli d’Italia. L’appuntamento, nato nel 1998 da un’idea di Giorgia Meloni e Fabio Rampelli, oggi vicepresidente della Camera, è diventato «la festa del primo partito d’Italia». Dietro c’è un’organizzazione rodata, spiega Andrea Piepoli, 27 anni, responsabile dei volontari: «un mese di lavoro tra burocrazia, autorizzazioni e stesura del programma». Anche la location ha fatto un salto di qualità. Quest’anno, non senza polemiche, a essere invasi da bancarelle, tensostrutture e addobbi natalizi sono i giardini di Castel Sant’Angelo. «È una zona che la sovrintendenza non ha mai concesso per manifestazioni politiche o di altro genere» denunciava Luciano Nobili di Italia Viva a pochi giorni dal debutto, anticipando un’interrogazione in Regione.

«La partecipazione è importante, ma è presto per i numeri», Fabio Roscani, presidente di Gioventù Nazionale, tra i più giovani eletti in Parlamento, fa un primo bilancio a metà kermesse: «Siamo contenti, posso già definirla l’edizione migliore». Titolo a parte, “Bentornato orgoglio italiano”, l’evento della destra meloniana stavolta ha un taglio più istituzionale, e non solo perché Giorgia è a Palazzo Chigi. «C’è tutto il governo» ci tengono a sottolineare. Sono assenti, invece, i leader di opposizione: dalla dem Elly Schlein che declina chiedendo un «confronto nel merito» in Parlamento, all’ex premier Giuseppe Conte che l’invito lo voleva ma non l’ha ricevuto, passando per il verde Bonelli tiratosi indietro dopo l’annuncio della partecipazione del leader di Vox Abascal. 

«Se manca il contraddittorio? Non direi, sono intervenuti Scalfarotto, Concia e Matteo Renzi. Abbiamo sempre invitato ministri e presidenti del consiglio» puntualizza Roscani, «Questa manifestazione non è solo un evento di partito, genera comunità. La dedichiamo alle nuove generazioni». Allora perché fare anche Fenix? «Quella è la festa nazionale del movimento giovanile, Atreju nasceva così. Poi negli anni è diventata qualcosa di più, ma resta un elemento di raccordo tra generazioni». 

«Atreju è la casa di tutti. Non è la nostra cameretta» spiega Piepoli, coordinatore dei giovani volontari. Piergiovanni Canto, studente, la vede come un’occasione per «rivendicare quanto fatto nell’ultimo anno, oltre che di confronto. È importante sentire l’altra campana». La diciottenne Matilde De Giovanni, che approfitta dell’occupazione del suo liceo per dare una mano, torna sulla segretaria del Pd, «Sbaglia a non venire». Uno dei ragazzi si volta, sorride e indica un cartonato con l’immagine della leader, piazzato vicino allo stand del merchandising: «Elly? In realtà c’è».