Un patto con il diavolo che veste Prada per salvare il giornalismo

Il film con Meryl Streep e Anne Hathaway arriva nei cinema italiani dal 29 aprile
Il Diavolo Veste Prada 2
(L-R): Miranda Priestly (Meryl Streep) and Andie Sachs (Anne Hathaway) in 20th Century Studios' THE DEVIL WEARS PRADA 2. Photo by Macall Polay. © 2025 20th Century Studios. All Rights Reserved.

L’espressione di Miranda Priestley decideva le sorti di uno stilista, arricciando le labbra poteva fargli cambiare la collezione; vent’anni fa era la sua l’unica opinione che contava, ma adesso a dettare le tendenze sono i social media, come viene chiarito all’inizio del nuovo film: Runway sta ricevendo commenti negativi perché ha pubblicato un articolo sbagliato, per salvare la reputazione della rivista viene assunta Andrea Sachs. Andy ha l’obiettivo di scrivere un pezzo per correggere l’errore, ma anche lei si renderà presto conto che le persone non sono più interessate a leggere articoli e ciò che conta sono le interazioni sul digitale.

Il film Il diavolo veste Prada, uscito nel 2006, si concentrava sul mondo della moda, criticandone gli standard di bellezza impossibili, mentre il seguito, nei cinema italiani dal 29 aprile, si focalizza sul giornalismo: in una delle prime scene della pellicola, tutti i giornalisti di una redazione vengono licenziati mentre stanno ricevendo dei premi per i loro lavori. Di questo gruppo fa parte Andy, che dalla fine dello scorso film si è affermata nel campo dell’informazione e ha viaggiato per il mondo, che reagisce alla notizia lanciandosi in un’invettiva sul fatto che il giornalismo vada sostenuto. Rimasta senza lavoro, Andrea accetta il ruolo da Runway e si ritroverà nella rivista vent’anni dopo.

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I tempi sono cambiati e Runway anche, nei contenuti e nel formato: la rivista cartacea non esiste più, tutto viene pubblicato online e quanti click riceve ogni pezzo viene utilizzato per decidere i prossimi pezzi, e gli inserzionisti possono influenzare gli articoli che vengono scritti perché la rivista ha bisogno dei soldi della pubblicità. Andy (Anne Hathaway) e Miranda (Meryl Streep) devono cooperare in questo nuovo ecosistema per proteggere Runway e questa volta Andrea non è più la ragazza fuori posto del primo film, ma qualcuno nella posizione di tenere testa alla storica direttrice.

In venti anni, passati tra l’uscita del primo film e questo e anche all’interno della storia, i personaggi sono cresciuti e si sono evoluti, Andrea è diventata più sicura nel suo lavoro e Miranda ha dovuto adattarsi a nuovi standard lavorativi, come non lanciare il cappotto sulle assistenti ma metterlo nell’armadio, ma restando fedeli a motivazioni e desideri che avevano in passato. Il personaggio che ha avuto la trasformazione più grande dal primo film è Emily (Emily Blunt), mentre chi è rimasto più simile è Nigel (Stanley Tucci). Andy vive anche una nuova storia d’amore, una sottotrama che non aggiunge molto alla trama principale, ma che sembra sviluppata tenendo conto delle critica fatte dagli spettatori a quella dello scorso film secondo cui il fidanzato di Andrea non la supportava nei suoi sogni

Il diavolo veste Prada 2 potrebbe non diventare iconico quanto il primo, le cui scene e battute vengono venti anni dopo ancora ricordate e recitate a memoria, ma riesce a presentarsi come un degno seguito per i fan non facendo mistero del fatto che il tempo è passato e il mondo è cambiato, ma cercando di rimanere comunque fedele in questa scelta realistica al cuore dei personaggi che alla fine si rivela sempre quello della precedente pellicola.

Il film dà una conclusione alle storie di Andrea, Miranda, Emily e Nigel, le loro avventure sul grande schermo potrebbero finire con questo secondo capitolo, ma verso la fine della pellicola ci sono delle frasi che sembrano voler lasciare aperto uno spiraglio alla possibilità di un terzo ritorno.

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