A San Gregorio Armeno ha da passà ‘a nuttata

Gli artigiani di presepi e statuette che hanno reso Napoli famosa in tutto il mondo sono stanchi, ma non perdono l'ottimismo. Qui trovate i loro volti e le loro voci

Dopo 21 giorni in zona rossa, la Campania diventa arancione e riapre via San Gregorio Armeno con le sue botteghe colorate.

I vicoli stretti di Napoli non sono affollati come prima della pandemia, quando i motorini facevano la gincana tra i pedoni e i venditori ambulanti infilavano corni portafortuna tra le mani di turisti distratti.

Il cielo è grigio, il maltempo che ha colpito l’Italia negli ultimi giorni ha reso più difficile la riapertura dei negozi. Ma gli artigiani di presepi e statuette non hanno perso l’ottimismo e si sono adattati alle restrizioni imposte dal Covid-19.

Ogni bottega è munita di termoscanner e dispenser di disinfettante, gli ingressi sono contingentati per evitare assembramenti.

Gabriele Casillo, presidente dell’associazione degli artigiani di San Gregorio Armeno, sostiene ci sia stato un calo di vendite del 75%. Una ferita inferta alla via dei presepi, che accumulava la maggior parte dei guadagni proprio nei mesi di novembre e dicembre. «Ora si tratta di sopravvivere», dice.

«Ce simme sfasteriati», gli fa eco uno dei commercianti: ci siamo stufati. Ascolta il podcast completo per sentire cos’hanno detto gli altri. I volti e le opere degli artigiani sono alla fine dell’articolo.

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Ascolta “A San Gregorio Armeno ha da passà ‘a nuttata” su Spreaker.
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