Per mano un uomo e un bambino camminano spediti, sulla sciarpa la scritta “di padre in figlio” affianco allo stemma dell’Inter. «Siamo arrivati questa mattina da Milano per seguire la partita, a San Siro abbiamo l’abbonamento ci siamo visti la vittoria dello scudetto ad Inter-Parma. Dovevamo per forza venire anche per quella della Coppa Italia».
Poco più avanti un gruppo di ragazzi: «Sono venuti a casa nostra pensando di vincere ma non gli renderemo la vita facile, abbiamo perso lo scorso weekend ma questa è una nuova partita». Sulle maglie della Lazio c’è un solo nome, quello del capitano, Mattia Zaccagni.
Le due finaliste si erano già affrontate nella scorsa giornata di Serie A, la prima disputata dall’Inter da campione d’Italia. Nonostante il fattore campo favorevole ai biancocelesti, i nerazzurri si erano imposti per 3-0.
Sulle tribune le tifoserie sono tranquille, ogni tanto si sente qualche coro. Appena parte lo spettacolo iniziale però si sentono solo i fischi. Poi le due curve mostrano le proprie coreografie: “animata” e con citazione all’Inno alla Gioia di Beethoven: “Vien sorridi a noi d’accanto. Primogenita del sol” per i laziali. I tifosi interisti invece con i cartoncini colorano di nerazzurro la Curva Sud, lo striscione alla base recita “Dal 1969…ci giochiamo la vita per te!”



Iniziata la partita i fischi continuano, non c’è gemellaggio che tenga, ogni volta che una delle due squadre prende palla, gli avversari dalle tribune alzano la voce.
Molto contestate dai laziali anche le scelte arbitrali. Guida, il tecnico di gara, lascia spesso correre e i giocatori biancocelesti finiscono più volte a terra. Nonostante questo, nel primo tempo arrivano tre ammonizioni, due di queste per i milanesi. I primi 45 minuti si chiudono con l’Inter avanti di due reti.
Nella ripresa l’Inter torna in campo ma è meno incisiva, al settantaseiesimo minuto la Lazio ha avuto diverse possibilità di gol non riuscendo però a sfruttarne nessuna.
La tifoseria interista si fa prendere dall’entusiasmo e dopo aver intonato «i campioni dell’Italia siamo noi» i cori diventano tutti per le rivali storiche: «odio Napoli» e «chi non salta milanista è».
Gli animi si scaldano all’ottantaquattresimo, Di Marco spintona il laziale Pedro in seguito ad un brutto intervento del biancoceleste: giallo per entrambi. In campo si sfiora la rissa. Ammoniti anche Barella e Zaccagni, sostituito pochi minuti prima.
Triplice fischio: l’Inter vince la Coppa Italia. Solo altre 4 squadre sono riuscite a portarsi a casa il doblete (Scudetto e Coppa Italia) e sono state Torino, Juventus, Napoli e Lazio.
A pochi metri di distanza, al Foro Italico la partita di tennis sul centrale tra Darderi e Jodar viene interrotta per 16 minuti: il fumo dei fuochi d’artificio sparati per i festeggiamenti impedisce ai due atleti di vedere la pallina.
Problema che si potrebbe ricreare domenica 17 maggio ipotetico giorno del derby della capitale che dovrà essere riprogrammato a causa della contemporaneità con la finale degli Internazionali di tennis. Al momento le due ipotesi restano domenica alle 12.30 oppure lunedì alle 20.30.
L’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, nella conferenza post partita si esprime con parole durissime contro la Lega Serie A: «Si fa passare tutto come normale, ma ci sono quattro squadre che si giocano una partita da 60, 70, 80 milioni e si vuole farle giocare a maggio alle 12.30. Questo non è calcio».
Il tecnico dell’Inter Christian Chivu parlando ai microfoni: «Sono ferito da ciò che i miei figli hanno dovuto leggere su di me a inizio stagione. Gli chiedo scusa io a nome di qualcun altro. Ora ci aspetterà un anno importante, con aspettative più alte, anche se quando si tratta di Inter sono sempre alte», conclude sorridendo.






