Nel giro di poco più di un mese ha suonato al Concertone del Primo Maggio, al Mi Ami Festival di Milano e alla sedicesima edizione del Rino Gaetano Day a Roma. Il 15 maggio 2026 ha pubblicato Affogare in acque amiche, il suo primo EP. Questi sono stati alcuni degli impegni recenti di Primogenito – all’anagrafe Gabriele Tosti – cantautore romano nato nel 2004.
«Il palco di Piazza San Giovanni mi ha insegnato a gestire gli imprevisti, al Mi Ami ho scoperto persone interessate alla mia musica anche lontane da Roma e al concerto per Rino Gaetano ho imparato a mettermi da parte», racconta in videochiamata dalla sua cameretta. Il pop fiabesco e apparentemente nonsense di Primogenito ricorda lo stile dell’artista morto il 2 giugno di 45 anni fa: «Non ero lì per celebrare me stesso. Stavo rendendo memoria ad una persona, stavo prestando la mia voce. Spero che le persone abbiano sentito Rino in quel momento e non me».

Così come Gaetano, calabrese di nascita ma romano d’adozione, Primogenito è molto legato alla Capitale. Ha deciso di continuare a viverci e di non trasferirsi a Milano: «Qui si vede ancora la musica come si dovrebbe. Le persone la vivono come uno svago, lontane da un’ottica lavorativa. Mi restituisce quel giusto disinteresse verso il lavoro».
A parte l’anno passato lontano da casa per giocare a calcio nell’Arezzo, ha spesso vissuto la sua città da solo. I problemi con la matematica al liceo, la difficoltà a creare legami e una relazione con una ragazza (la stessa di Scusa Caterina) che non credeva in lui. Situazioni che l’hanno portato a sentirsi un ibrido di tante cose: «Non sono né troppo calciatore, né troppo coatto, né troppo alternativo. E, infatti, molte persone non si spiegano il mio modo di scrivere fuori dagli schemi».
Affogare in acque amiche, il suo primo EP, nasce dalle esperienze vissute negli ultimi anni. Quasi 20 minuti di musica, divisi in sei tracce, che raccontano primi momenti imbarazzanti in amore, voglia di evadere e relazioni attuali. Il titolo può far pensare a un tradimento, ma Primogenito dissente: «Non è l’acqua a farmi affogare, sono io a non avere più le branchie. La mia casa, la famiglia e la città sono rimaste le stesse di due anni fa. Però io cresco, cambio, e in questa quotidianità non ci sto più dentro».
Tra le canzoni che ha avuto modo di suonare live nelle prime date del tour, Scusa Caterina e Ciao vicini, mi trasferisco da voi sono le due che hanno reso di più. Quella che, però, avrebbe voluto approfondire maggiormente nelle interviste è Principessa della ferraglia: «Racconto una carnalità quasi repulsiva. Il bacio, il labbro che si impiglia nell’apparecchio, il sangue, l’innocenza di un ragazzino che compie un gesto associato a persone più grandi. Spesso i difetti non devono diventare pregi, il rapporto si evolve se riesci a vedere qualcos’altro della persona».
Primogenito si sta formando su palchi che ora non vive più da spettatore: «La musica indipendente italiana è sempre stata abbastanza sana. Adesso, grazie ad artisti come Lucio Corsi, stiamo tornando al cantautorato anche nel mainstream. Le persone hanno avvertito una perdita di contatto con la realtà e ora vogliono sentire le vibrazioni dei concerti. Per questo motivo, festival come il Mi Ami possono dare un po’ di speranza alla nostra musica».








