Nello scorso numerovi abbiamo parlato dell’Armenia al bivio tra Russia e Occidente, delle proteste studentesche in Serbia e di molto altro.
1. La prima donna laica a capo di un dicastero scelta da Leone XIV – A cura di Silvia Sisto
Il 2 giugno, il Vaticano ha annunciato una nomina che nessuno si aspettava.
Papa Leone XIV ha scelto Montse Alvarado come nuovo prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, la struttura che controlla tutti i canali media da Vatican News all’Osservatore Romano fino alla sala stampa vaticana. Dal 1 novembre 2026 succederà a Paolo Ruffini, che ricopre il ruolo dal 2018.
Giornalista nata a Città del Messico ma cittadina statunitense dal 2008, Alvarado è la prima donna laica a capo di un dicastero vaticano. Non è una religiosa, non viene dalla Curia, e non ha mai lavorato per la Santa Sede. Ma il dettaglio che ha attirato maggiormente l’attenzione è un altro.
Infatti, Alvarado è presidente e direttrice operativa di EWTN News (Eternal Word Television Network), il principale network multimediale cattolico del mondo, per anni considerato uno dei media cattolici più critici nei confronti del pontificato di Papa Francesco.
Nella sua prima dichiarazione, la stessa Alvarado ha ammesso: «Sebbene questa nomina sia stata inaspettata, la accolgo con il sincero desiderio di servire il Santo Padre». Durante il pontificato di Bergoglio, EWTN aveva spesso dato spazio a critiche nei confronti del pontefice per le sue aperture su migranti e coppie omosessuali.
Nel 2021, parlando con i gesuiti in Slovacchia, Papa Francesco disse «c’è una grande televisione cattolica che non esita a parlare continuamente male del Papa». E arrivò a definire quegli attacchi “opera del diavolo“. Quei commenti furono interpretati come rivolti proprio a EWTN. Alvarado arrivò alla guida del network due anni dopo quelle polemiche, ma la linea editoriale del network non cambiò con lei.
Questa nomina è stata interpretata come un segnale politico verso il cattolicesimo conservatore americano, ma anche una scelta pragmatica del Papa. Retroscena interni raccontano di un clima teso all’interno di Palazzo Pio, tra errori di comunicazione e difficoltà nella gestione del personale che avrebbero spinto Leone XIV a intervenire. Un segnale di sfiducia era già leggibile nei mesi precedenti: Ruffini, nel primo anno di pontificato, era stato ricevuto in udienza privata pochissime volte.
Come sottolineato da alcuni giornali, come Il Foglio, Leone XIV è un papa che consulta regolarmente internet, usa WhatsApp, e non era affatto soddisfatto della gestione di Ruffini, voleva qualcuno con una forte esperienza nei media digitali e nella comunicazione contemporanea.
Insomma, una nomina che parla di media e strategie comunicative, ma che molti leggono anche come un indizio sulla Chiesa che Leone XIV ha in mente.
2. Gaza divide il movimento LGBTQIA+: l’associazione ebraica Keshet esclusa dal Roma Pride – A cura di Silvia Sisto
Negli ultimi mesi abbiamo assistito a numerosi dibattiti su cosa significhi escludere Israele dagli spazi della cultura e dello spettacolo in ambito internazionale. Dall’Eurovision alle competizioni sportive: la domanda se separare lo Stato israeliano dalla sua comunità sia giusto, è diventata una delle più divisive.
Ora quella domanda sta scuotendo il movimento LGBTQIA+ italiano.
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