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Esclusiva

Marzo 20 2020
L’amore ai tempi del colera e del coronavirus

Il romanzo di Gabriel Garcia Marquez del 1985 racconta la vita di due personaggi innamorati, che devono fare i conti con la vita e le sue difficoltà sullo sfondo di un’epidemia

Il mondo intorno a noi sta cambiando, da qualche giorno a questa parte lo ha già fatto. Molte delle attività che consideravamo scontate, naturali, di fatto non lo sono più. Sono in pausa. Le lunghe cene con gli amici, i concerti, gli aperitivi. Ce ne rimangono però altre, e non meno degne. Ci sono i libri, che in tempi come questi offrono oltre che sollievo, anche una possibilità di evasione. Ci si immerge, lettera dopo lettera, frase dopo frase, e pian piano da una pagina in bianco e nero possiamo perderci in boschi, praterie, piazze e città esotiche dove non siamo mai stati prima. Una volta ancora, in soccorso nei momenti di difficoltà viene la cultura. #letteraturedaquarantena 


Paesaggi caldi e assolati, un albero di mango, un pappagallo che parla molte lingue tra cui il latino, un porto in cui ci sono navi pronte a salpare e donne vestite con corpetti troppo stretti che non le fanno respirare: è questa la cornice che fa sfondo alla storia d’amore tra Fermina Daza e Florentino Ariza in L’amore ai tempi del colera.

Il romanzo di Gabriel Garcia Marquez, ambientato in una cittadina innominata del Caribe lungo il Rio de la Magdalena, è una lettura adatta a questo tempo sospeso nel vuoto dell’isolamento. Leggere il libro permette di riscoprire gli amori di una volta, in cui bastavano delle lettere nascoste per far nascere l’amore tra due giovani: «Talvolta trovavano le lettere bagnate di pioggia, sporche di fango, lacerate dalle avversità, e alcune andarono perse per vari motivi, ma trovarono sempre il modo per riallacciare il contatto».

L’amore che nasce tra Florentino e Fermina è adolescenziale, che sembra non essere destinato al classico “vissero felici e contenti”. E allora perché leggerlo, se parla anche di colera durante l’emergenza Coronavirus? Questo libro merita di uscire dagli scaffali delle nostre librerie perché permette a chiunque di leggere un po’ di sé: vedere l’amore difficile e ostacolato, vedere un matrimonio che tra tradimenti e fughe amorose riesce a rimanere in piedi, scoprire come due ragazzi riescono a coltivare un amore eterno fino a quando non si rincontrano.

Non mancano poi i possibili collegamenti con l’epidemia che si sta vivendo oggi: medici che dedicano la loro vita per visitare pazienti malati, come il dottor Marco Aurelio Urbino, padre di Juvenal, che si ammala di colera. Nel romanzo il virus «cessò d’improvviso com’era iniziato, e non si seppe mai la quantità dei suoi scempi, non perché fosse impossibile stabilirla ma perché una delle nostre virtù più consuete era il pudore delle disgrazie». Questo è probabilmente ciò che accadrà anche con il Coronavirus, che come il colera verrà studiato: «Fu istituita la cattedra obbligatoria di colera e febbre gialla alla facoltà di Medicina».

Al centro del romanzo, però, rimane Fermina Daza, la ragazza più bella della Colombia: una donna forte protagonista di un intreccio amoroso. A tredici anni si innamora di Florentino Ariza. Si scambiano lettere, nascondendo il loro legame fino a quando il padre di lei non lo scopre e la costringe ad allontanarsi. Fermina rimane idealmente fedele al suo amato, mentre Florentino cerca di superare il dolore con l’amore passionale e carnale verso donne che non considera all’altezza di Fermina. Passano gli anni e la ragazza diventa una donna di 21 anni che decide di non voler rimanere da sola e di sposare l’unico uomo capace di darle una solidità, anche economica, il dottor Juvenal Urbino. Lui è l’opposto di Florentino: metodico, organizza ogni aspetto della sua vita, non vuole animali in casa e accetta solo un pappagallo, regalatogli dalla moglie, a cui insegna il latino e (SPOILER ALERT!) per cui morirà.

Cosa succede, però, quando l’amore che dà certezze, che ha superato crisi e tradimenti, finisce e Fermina rimane vedova? Accade quello che nessuno si aspetterebbe, ma che tutti i lettori romantici sperano: rientra in scena, dopo 622 relazioni di poco valore, il sempre eterno innamorato Florentino.

L'amore ai tempi del colera e del coronavirus
Javier Bardem e Giovanna Mezzogiorno nell’adattamento del 2007 di Mark Newell

Diventato ormai un filosofo, decide di aiutare la sua amata a superare il lutto e la solitudine, a sopravvivere a quel vuoto che c’è dall’altra parte del letto. Le scrive delle lettere fino a quando Fermina non si sente meglio e decide di rivedere quel ragazzo che un tempo le aveva chiesto di sposarla. (SPOILER ALERT!) A 60 anni i due protagonisti riprendono lo scambio epistolare, ritornando bambini e si concedono, finalmente, quell’amore che in passato è stato loro negato. Il libro finisce allora con un inizio: quello del viaggio che Florentino e Fermina intraprendono, lontani da tutti su una nave che ha una bandiera gialla del colera (per evitare scandali su loro due) e l’inizio della loro storia d’amore: «Poi guardò Florentino Ariza, il suo dominio invincibile, il suo amore impavido, e lo spaventò il sospetto tardivo che è la vita, più che la morte, a non avere limiti. “E fin quando crede che possiamo proseguire questo andirivieni del cazzo?” Gli domandò. Florentino Ariza aveva la risposta pronta da cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni con le loro notti. “Tutta la vita disse”».