Esclusiva

4 Febbraio 2021
Nuove povertà, tra tavoli vuoti e città deserte

L’inchiesta sulle conseguenze economiche dovute a Covid-19 prosegue nell’ambito del turismo e della ristorazione

Abbiamo ascoltato le storie di lavoratrici e lavoratori per i quali marzo 2020 ha rappresentato uno spartiacque tra una vita fatta di progetti e di sogni, e un’esistenza sospesa, aggrappata ai decreti di emergenza e alla curva dei contagi. Ma le sfortunate vicende dei singoli non sono che gocce di un mare che va ingrossandosi di settimana in settimana: quello della crisi economica. I lockdown e le restrizioni imposte per arginare il diffondersi della pandemia hanno colpito al cuore il turismo, un settore che nel nostro Paese produceva 171 miliardi di euro, contribuiva al 12% del PIL nazionale e dava lavoro a oltre un milione e mezzo di persone. Soltanto con i visitatori attesi, e mai arrivati, nella scorsa primavera l’Italia ha perso un giro d’affari di oltre 9 miliardi di euro. In un anno la crisi ha strappato il lavoro al 29,3% delle persone che operavano nel settore turistico. In troppi hanno conosciuto lo spettro della disoccupazione e della povertà. Per capire cosa questo significhi in concreto, ce lo siamo fatti raccontare da alcuni di quelli che oggi possono essere chiamati nuovi poveri.

Povertà
Povertà

Leggi le precedenti puntate: L’inchiesta e Una città di poveri sempre più poveri