Esclusiva

Maggio 2 2022.
 
Ultimo aggiornamento: Maggio 5 2022
«Felici di tornare in piazza per la pace»

L’edizione 2022 del concertone del Primo Maggio è stato un successo di presenze e di ospiti musicali. Ognuno di loro ha lanciato dal palco la sua battaglia.

«Mi è mancato stare qui tutti insieme, cantare e ballare». Due anni di piazza vuota sono stati spazzati via dall’entusiasmo dei giovani che hanno riempito le vie San Giovanni per il ritorno post Covid del concertone del Primo Maggio. Una folla ostinata che, rispetto agli anni precedenti alla pandemia, è rimasta in piazza fino a tarda serata a cantare accompagnando gli artisti che si sono succeduti sul palco. «È stato bello aver rivisto così tanti cantanti dal vivo», racconta una ragazza quando il concerto è ormai quasi al termine.

È la nostalgia di uno dei momenti più attesi dell’anno, quella del concertone romano, che quest’anno ha portato sul palco uno dei programmi musicalmente più vari delle ultime edizioni. Ad aprire il concerto la band ucraina Go_A, conosciuta per aver partecipato all’Eurovision 2021. Il loro tour europeo è stato cancellato a causa della guerra, e per loro essere qui è un messaggio di speranza. «Speriamo di tornare presto in Italia per fare un concerto», racconta a Zeta la leader della band, Kateryna Pavlenko. «È stato molto emozionante. C’è stata una grande risposta da parte del pubblico, tutta la folla cantava insieme a noi».

«Felici di tornare in piazza per la pace»
Kateryna Pavlenko, Big Mama, Mr. Rain, Hu

Una scaletta di ospiti che prosegue tra emergenti e artisti del panorama indie-pop. Tra i tanti Coma_Cose, Venerus, Rancore, e la vincitrice del concorso 1MNext, Georgieness. Nessuno degli artisti è salito sul palco solo per cantare. «Come mi esprimo attraverso i brani che scrivo, così anche davanti a un pubblico voglio dire cosa è importante per me». Mr. Rain ha sofferto di depressione e secondo lui, in Italia, c’è ancora tanto da fare per equiparare la salute mentale e quella fisica. «Ci sono passato. Dovremmo capire che non è una cosa sottovalutare». Anche Bigmama porta alla piazza la sua, di lotta: quella dell’importanza dell’accettazione del proprio corpo. Con la sua musica e le sue parole, combatte il bullismo nei confronti dei corpi considerati culturalmente non conformi da quando ha iniziato a cantare. Ai giovani che si chiedono come accettarsi, dice: «La risposta facile sarebbe fatelo e basta, la risposta difficile è che bisogna rendersi conto delle proprie potenzialità».

Nove ore di concerto in cui musica e battaglie sociali hanno convissuto con equilibrio. È Al lavoro per la pace lo slogan scelto da CGIL CISL e UIL per l’edizione di quest’anno. Gli appelli contro la guerra in Ucraina si affiancano all’invito a non dimenticare quanta strada c’è ancora da fare per i diritti sul lavoro. Dall’inizio dell’anno sono oltre 260 i lavoratori che hanno perso la vita mentre svolgevano la loro attività. Alcuni dei loro nomi sono stati ricordati sul palco dall’attrice Ambra Angiolini, conduttrice di questa edizione: un elenco impressionante. Sono gli appelli di pace urlati dagli artisti, sono le canzoni scelte come inni della giornata a manifestare l’energia di una ripartenza sincera. C’è Imagine di John Lennon scelta dai Go_A. C’è Russians di Sting che accompagna gli intermezzi televisivi, canzone simbolo della Guerra Fredda quando la tensione dello scontro nucleare gelava gli estremi del mondo.

«Felici di tornare in piazza per la pace»
Piazza San Giovanni alla fine del concerto

La serata è dedicata ai nomi più attesi. La Rappresentante di Lista conquista la piazza con l’energia delle sue canzoni più famose, Amare e Ciao Ciao. Ed è così che, riprendendo il titolo della canzone che ha portato al Festival di Sanremo di quest’anno, il duo afferma di «voler dire Ciao Ciao alla guerra». Poi è il turno di Coez, Marco Mengoni, alla sua prima partecipazione al Primo Maggio, Tommaso Paradiso, Carmen Consoli e Marina Rei. Per Consoli, essere oggi qui significa vivere «un giorno nuovo, una primavera». Questa notte, la piazza che canta Bella Ciao ha promesso a sé stessa tante battaglie.

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