Esclusiva

Maggio 10 2022.
 
Ultimo aggiornamento: Maggio 16 2022
«Liberato canta ancora»

Alle 23.55 del 9 Maggio 2022 il cantante napoletano, la cui identità rimane anonima, ha pubblicato un nuovo album: LIBERATO II

No, Liberato “n’s è scurdat“. E alle 23.55 del 9 Maggio 2022 ha pubblicato, in stampatello maiuscolo, un nuovo disco: LIBERATO II. Sette brani inediti, accompagnati da sette video diretti da Francesco Lettieri si staccano dal fondo del golfo di Napoli prima che suoni mezzanotte. Partenope si è risvegliata – è questa la notizia, e sentirete come suona – dentro un album liquefatto “Liberato canta ancora”.


Era dal 2018 che il cantante partenopeo, la cui identità è anonima, non saltava un nove maggio, data divenuta simbolo nella discografia musicale napoletana, tanto da essere chiamata dai fan il “Liberato Day”.  Il motivo: il titolo del suo primo singolo del 2017, appunto “NOVE MAGGIO”.

Nel 2018 il primo concerto live dichiarato su Instagram pochi giorni prima. Un post e cinque scritte: NOVE MAGGIO/ NAPOLI/ LUNGOMARE/ TRAMONTO/ GRATIS. Il Lungomare Mergellina si era affollato di giovani che attendevano al tramonto il cantante mascherato, che, non senza un po’ di attesa, fece il suo ingresso via mare: tre ragazzi incappucciati, stesso outift, stesso modo di camminare, una sirena a fare da segnale della conclusione del concerto.

Non un errore di battitura la scritta tutto in maiuscolo del post, per quanto Liberato sia un cantante senza volto la sua scelta di immagine è molto chiara e definita. Titoli delle canzoni e dei testi in all caps, cappuccio e felpa nera, scritte in bianco e nero e rosa stilizzata sono i simboli cardine dello stile di Liberato.

Nel 2019 Liberato aveva sorpreso i fan con Capri rendez vous e l’uscita del primo album che raccoglieva tutti i suoi singoli usciti dal 2017.

Anche durante la pandemia non aveva deluso le aspettative, con un concerto, il 9 maggio 2020, in live Instagram alle 19:26, per riprendere l’anno di nascita del club Napoli, presente anche nel suo nickname del social. Anche quest’anno i fan erano tutti collegati sui suoi profili intorno a quell’ora, ma il cantante ha deciso di far attendere tutti cambiando solo immagine del profilo. Ma per i suoi ascoltatori era un segnale chiaro: qualcosa stava per accadere.

In tutti questi anni Liberato non si è mai mostrato in volto. «Questa scelta ha enormemente contribuito al suo successo» e non è certo il primo. Ernesto Assante, giornalista e critico musicale, pensa subito a Mina «la cantante mascherata per eccellenza». La “tattica Spiderman” che Liberato adotta è un trucco che ha sempre funzionato. Molti i cantanti che anche oggi decidono di non mostrarsi: Miss Keta, i Daft Punk o il rapper Junior Cally, che ha rivelato la sua identità da qualche anno.

«Negare l’immagine nell’epoca in cui questa domina – dagli anni 80 in poi nel campo della musica –  credo sia una bella negazione: mette di nuovo in risalto la canzone e toglie di mezzo qualcosa che è importante, certo, ma è un orpello: la musica si deve sentire e non vedere.»

Liberato nega completamente la fisicità, nonostante la chiara linea visiva che vuole mostrare sui social, e questo meccanismo è «perfettamente parallelo all’immaterialità del digitale e quindi totalmente contemporaneo: una scelta in sintonia con i nostri tempi. Un bellissimo gioco di contraddizioni.»

E queste contraddizioni sono centrali anche nel suo stile musicale. La scelta di unire l’inglese al napoletano, l’internazionale al provinciale. Non è stato il primo, certo, basti pensare al grandissimo Pino Daniele, e infatti «questa innovazione con mescolamenti e contaminazioni sono proprie della cultura musicale napoletana. Liberato è l’ultimo esponente di una lunghissima tradizione che ha sempre provato a mettere insieme questi due filoni.» Un abbinamento quasi ovvio, visto la ritmicità dell’inglese e le parole tronche del napoletano.

Ulteriore caratteristica delle canzoni del cantante è la componente dello storytelling. NOVE MAGGIO parla di un amore finito: un ragazzo vede la sua ex fidanzata iniziare una nuova relazione e comprende che lei lo ha dimenticato. Le successive uscite di Liberato “Je te voglio bene assaje” e “Intostreet” sono il continuo di questa storia d’amore, che va a spiegare come i due ragazzi si sono conosciuti e amati. Anche le immagini d’anteprima dei video creano un fil rouge: nella prima lei manda un vocale e nella lui lo ascolta.

«Liberato canta ancora»

«Lo storytelling di Liberato è legato a un mercato musicale napoletano che ha una necessità di narrazione, anche lì tradizionale, che da una parte è il pregio, ma anche il limite stesso di Liberato. Sceglie una forma di radicalità, legandosi al neomelodico come linguaggio comunicativo.»

Anche le canzoni legate a Capri Rendez vous, contenute nel primo album di Liberato, sono un unico grande racconto dell’amore tra due ragazzi nato a Capri, in estate. Un amore talmente forte che dura per sempre, anche quando i due sono anziani e hanno preso strade diverse.

Quest’anno il nuovo disco ci porta al Palazzo Reale di Napoli. Partenope, sirena che dà il nome alla città di Napoli, sale dalle acque e danza nelle sale del palazzo distruggendo lo sfarzo esagerato della corte dove a fare da protagonista è l’attore napoletano Giacomo Rizzo.

Chi c’è dietro il cappuccio?

Queste scelte, attente e mai lasciate al caso, sono costruite insieme alla regia di Francesco Lettieri, che si ritiene sia l’unico, ad oggi, a conoscere l’identità del cantante.

Alcune teorie avanzano la possibilità che sia un ex carcerato di Nisida, il carcere minorile dell’isola vicino Napoli. Molti sono i progetti creativi e di riabilitazione che si svolgono nel carcere e molti pensano che la scelta del nome, la sirena e l’apparizione solo sui social e senza volto sia legato a questo. Inoltre, il suono della sirena di quando scappa un carcerato è sempre legata alla musica del cantante.

Altre teorie più recenti suppongono che Liberato sia Livio Cori, rapper napoletano che, secondo il foniatra Professor Ugo Césari, sarebbe possibile sovrapporre le formanti acustiche di Liberato a quelle di Livio Cori.

Ma chi è, dunque, Liberato?

«È Elvis ovviamente, che non è morto ed è tornato tra di noi sotto il cappuccio di Liberato…»

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