Esclusiva

Maggio 10 2022
Diabolik, un mito del male

Non moderna ma più vera. La coppia Diabolik-Eva nell’adattamento dei Manetti Bros

Il cinema sta cambiando. Ne sono convinti Antonio e Marco Manetti, i bros del cinema italiano, che nel 2021 hanno portato in sala il loro Diabolik. Del celebre fumetto non si aveva una trasposizione filmica dal 1968, quando le sorelle Angela e Luciana Giussani, ideatrici del personaggio, si risentirono dell’adattamento cinematografico con la regia di Mario Bava. Il film ha ottenuto undici nomination ai David di Donatello ma solo una statuetta per la miglior canzone originale (La profondità degli abissi di Manuel Agnelli). I Manetti Bros non nascondono la delusione ma sono contenti dall’affetto ricevuto da personalità del mondo cinematografico e dal pubblico. «Diabolik è un film che ha diviso, ma i fans lo hanno adorato».   

Diabolik, un mito del male
Diabolik (Luca Marinelli) con Antonio e Marco Manetti. 01 Distribution.

Girato tra Milano e Bologna («la nostra Cinecittà»), il film dei Manetti Bros si mantiene fedele all’ambientazione anni 60 in un misto di registri tra azione e melò, tipico dello stile dei registi da Song e Napul’è alla serie di successo dell’Ispettore Coliandro. Affiancati nuovamente dai fratelli Pivo e Aldo de Scalzi nelle musiche, che omaggiano la classicità delle colonne sonore noir del cinema americano, i due fratelli si ispirano al terzo albo del fumetto, L’arresto di Diabolik, uscito nel marzo del 1963. «È con questo numero che il fumetto diventa quello che conosciamo noi oggi. L’ingresso di Eva (Miriam Leone) nella storia rappresenta quello che noi siamo. Persone normali che conoscono un mito del male». A fianco di Eva, Diabolik (Luca Marinelli) si trasforma in un protagonista evasivo, «il fascino da cui siamo attratti». 

Per i due fratelli, arrivare alla regia dell’affascinante criminale è stato naturale. «È un film che abbiamo sempre voluto fare, fin da quando eravamo bambini. Siamo i primi fan di Diabolik». Quando hanno iniziato a lavorare sulla sceneggiatura, non immaginavano che il fumetto italiano avesse così tanti fan. «Per certi aspetti, Diabolik è un fumetto atipico. Non si rivolge esattamente al pubblico dei fumetti, si trova più in edicola che in fumetteria. Tutti gli italiani di una certa generazione lo conoscono, ma pochi lo conoscono in maniera pignola. Non ci dava l’idea terrorizzante di fedeltà che danno i fumetti dal vasto seguito».  

Diabolik, un mito del male
Eva (Miriam Leone) e Diabolik (Luca Marinelli). 01 Distribution.

L’adattamento è partito dalla consapevolezza che la fedeltà è sempre un’interpretazione. «Passando da un fumetto a un film si compie inevitabilmente una propria lettura. Si interpreta aggiungendo una musica o scegliendo un attore. Si è costretti a cambiare delle cose per via del mezzo». Per anni, complice l’insuccesso del film del 1968, si è pensato a Diabolik come un soggetto poco filmico. «Per noi, invece, è sempre stato un soggetto molto cinematografico». Un racconto molto serio, un noir puro per cui i registi hanno dovuto smorzare al minimo il tono grottesco e umoristico che li contraddistingue.  

«Molto spesso si pensa che per fare un film internazionale bisogna che il cinema italiano diventi tale, quando invece è esattamente l’opposto: più sei italiano, più diventi internazionale». I due registi hanno già girato due sequel di Diabolik, con il primo in uscita a fine 2022. Il protagonista, per motivi di impegni, non sarà più Luca Marinelli, ma Giacomo Giannotti. La coppia Diabolik-Eva tornerà al cinema «ancora più vera». 

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