Esclusiva

Giugno 4 2022.
 
Ultimo aggiornamento: Giugno 15 2022
«Ho camminato per un anno e mezzo senza mai tornare a casa»

Dopo aver disegnato a piedi il perimetro italiano e passato il lockdown in un bosco, lo youtuber Nazario Nesta si dirige in Spagna per un cammino di quasi 20.000 chilometri

Il perimetro italiano è lungo più di 10.000 chilometri e Nazario Nesta li ha percorsi tutti a piedi. Dalla Puglia alle Alpi, passando per la Calabria e la costa tirrenica, isole comprese, con ritorno sul versante adriatico. “Disegnando l’Italia” si chiamava il suo progetto proprio perché ha scontornato la Penisola, un passo alla volta. Zaino in spalla, tenda per accamparsi e strumenti di lavoro: con la sua immancabile go-pro ha documentato ogni tappa giornaliera e l’ha condivisa sul suo canale YouTube. Da allora condivide con i suoi follower tutte le sue attività ed è uno “youtuber creator” di professione con tanto di targa ufficiale, partita Iva e un canale da oltre 100.000 iscritti. In questo momento è in viaggio verso la Spagna, per una nuova sfida oltre i confini italiani.

Quando ha deciso di dedicarsi ai «suoi progetti», Nazario era un ventisettenne di San Nicandro Garganico, in provincia di Foggia. Dopo aver provato ad avviare una sua attività, «una bellissima paninoteca ambulante», e lavorato per diversi anni in una macelleria, ha deciso di dimostrare a sé stesso di avere il coraggio di realizzare i propri sogni. «Era una cosa che sentivo di fare da molto tempo, sapevo che mi avrebbe fatto bene. Volevo cambiare vita e migliorarmi. Sono una persona timida e un viaggio così grande mi avrebbe portato ad avere più fiducia. Per la prima volta avevo messo da parte quello che gli altri dicevano di me e sono partito in massima spensieratezza. Mi sono goduto un grande sentimento di libertà». Certo, non proprio il più comune espediente contro la timidezza. Più del cammino, però, a Nazario spaventava «l’idea di non iniziarlo».

«Ho camminato per un anno e mezzo senza mai tornare a casa»

È partito «all’avventura» il 19 maggio 2019, lasciando a casa il denaro risparmiato oltre a paure e insicurezze. «Non organizzo nulla per trovarmi in quelle difficoltà che mi stimolano a dare il massimo. Sono partito senza soldi, dopo un mese e mezzo avevo perso 16 chili. Per vivere mi arrangiavo con quello che trovavo per strada e accettavo aiuti, raccoglievo della frutta o al mare le telline. Era una regola che mi ero imposto per vincere la timidezza. Solo in caso di emergenza mi ero dato il limite di poter spendere 3 euro al giorno. Il primo viaggio mi ha dimostrato che le persone sono solidali e aiutano chi lo chiede».

«In totale ho percorso 10.606 chilometri», dice Nazario, «ho segnato il cammino più lungo mai fatto in Italia. Tutto di seguito, in un anno e 5 mesi. Non mi hanno riconosciuto il record perché c’è bisogno della presenza di due testimoni. Anche in Sicilia e Sardegna ho fatto dei record, sia per lunghezza del perimetro che per tempi di percorrenza. Ma non importa. Sono l’unico in Italia che fa cammini così lunghi senza tornare a casa, zaino in spalla e registrando tutto quello che fa». Ogni giorno ha portato a termine tappe dai 30 ai 70 chilometri, a tutte le latitudini, sull’asfalto come sulla sabbia o per sentieri di montagna. «Non è stato un viaggio comodo, spesso mi sono trovato ad affrontare sentieri impervi, strapiombi. Per il resto dormi in mezzo ai boschi da solo, dormi qua dormi là». L’impresa l’ha portata a termine in una data speciale: «sono tornato al mio paese il 17 ottobre 2021, il giorno del mio compleanno». Al suo arrivo, racconta Nazario, «c’erano un sacco di persone nonostante la vera festa, seppur all’esterno, era stata annullata per via della pandemia».

The Lone Wolf” (così lo chiamava la gente che lo ha incontrato a camminare da solo), infatti, era nel pieno del suo viaggio quando si è saputo dei primi casi di covid, nel marzo 2020. Il lockdown lo ha sorpreso mentre attraversava la Valtellina, in Lombardia. «La legge mi vietava di tornare a casa. Io poi ci tenevo a portare a termine il mio progetto, rinunciare non era un’opzione. Non sapevo cosa fare dove andare, ero l’unico che camminava per strada, sembrava un film apocalittico». Il lupo allora ha trovato rifugio nel suo habitat naturale. «Grazie alle forze dell’ordine ho trovato un boschetto dove stare e sono rimasto là per 75 giorni. Ho capito che il viaggio era un po’ cambiato».

«Così ho messo su un bivacco, una piccola casa. Ci ho costruito una cucina e altri oggetti per oggetti per passare il tempo. Mi rilassava farlo». Vivere più di due mesi da solo in un bosco mentre il mondo scopriva la pandemia, però, non sembra averlo turbato. «Tolte le prime sensazioni forse la quarantena è stata la parte più tranquilla del mio viaggio. Evitavo di sentire quello che succedeva all’esterno, anche perché mi tenevo impegnato. Quando sono arrivato lì ero felice di avere un posto dove stare e nessuno che mi avrebbe cacciato, parlavo con i follower che interagivano con i miei video e ogni tanto qualcuno veniva a farmi visita. L’unica notizia che volevo sentire era quando sarei potuto ripartire». Nazario parla con un po’ di nostalgia di quel «piccolo mondo» che si era creato: «È ancora tutto lì e ora ci tornerò, dovrei esserci tra due settimane».

«Ho camminato per un anno e mezzo senza mai tornare a casa»

Tornato a casa si è goduto un po’ di riposo e la compagnia dei suoi familiari. Appena la situazione pandemica l’ha permesso, però, è «andato in est Europa con i soldi accumulati durante il cammino. Fondi arrivati soprattutto dal canale You Tube ma anche grazie a piccole donazioni ricevute per il sostentamento durante il viaggio. Ho portato lì quasi tutto quello che ero riuscito a risparmiare durante il viaggio. E l’ho donato». «Nessuno scopo benefico», ci tiene a specificare. «Io non ho uno scopo preciso, non cammino per raccogliere fondi. Semplicemente ho iniziato un viaggio anche e se ho modo di condividere quello che ho imparato o ricevuto mi fa piacere. Faccio quello che sento di fare: questa è la mia libertà».

I 10.000 euro che The lone wolf ha portato in Moldavia sono serviti ad avviare diversi progetti per la popolazione locale. «Con quei soldi abbiamo costruito diverse cose: una casa, delle mense e un capannone che ora sta ospitando molti Ucraini». Soprattutto però quel denaro è servito ad innescare un circolo virtuoso: «quei diecimila euro hanno permesso di avviare dei progetti che a loro volta porteranno altri fondi attirando altro tipo di finanziamenti.

Dopo i due mesi e mezzo trascorsi in Moldavia, Nazario è tornato a casa per un’operazione al ginocchio, ma non è rimasto a riposo. «Con i soldi rimasti ho costruito una casa a forma di botte gigante e l’ho donata alla mia città come bivacco per i viandanti. La speranza è che la città possa diventare più accogliente per viandanti e turisti». E poi? «Poi sono partito di nuovo».

Nazario Nesta

Al momento Nazario è in Emilia Romagna, in cammino verso la Spagna. Un nuovo grande viaggio, tutto rigorosamente a piedi. «Il primo è stato una prova, un giro di rodaggio. Questa volta voglio disegnare due Stati: Spagna e Portogallo, entrambi i perimetri. Compresi andata e ritorno dall’Italia – che definisce “piccolo riscaldamento” – credo saranno tra i 16.000 e 20.000 chilometri». Per il nuovo viaggio, però, ha cambiato politica. «Sfrutterò le mie risorse anche economiche, cercando di consumarne il meno possibile ma senza chiedere aiuto. Proverò ad essere autonomo, pur con una spesa giornaliera piccolissima, per avere più indipendenza e sicurezza in me. Il resto lo offrirà la strada».

«Mi sento libero. Voglio vedere come me la cavo fuori dall’Italia. Devo alzare l’asticella e superare altri limiti», dice convinto. «Ho accresciuto la mia esperienza e sento che il viaggio a piedi fa parte di me. Camminare è la cosa più bella perché vivi tutti i posti al cento per cento». E poi ci sono i suoi follower. «Lo faccio anche perché ho bisogno di far crescere il mio canale YouTube a livello internazionale per dei progetti futuri. E soprattutto per chi mi segue: vorrei far capire loro che siamo troppo condizionati da quello che dicono gli altri e invece chi siamo dipende solo da noi».

Nazario anche questo viaggio ci tiene a portarlo a termine con le sue sole forze, «passo dopo passo». A dimostrazione che pure arrivare a piedi in Spagna, con una meta e tanta determinazione, può sembrare una passeggiata per sgranchire le gambe.

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