Esclusiva

Settembre 19 2022
La ballata del giovane marinaio

Dal Vecchio Continente ai Caraibi, Ambrogio Beccaria si prepara ad attraversare l’oceano Atlantico “Alla grande” con Pirelli

«La paura è molto più animale e irrazionale come stato d’animo, nel senso che in quei momenti lì sei una bestia dell’oceano e quando sei in mezzo al mare viene fuori. Più riesci ad ascoltare questa parte di te stesso, più riesci a non andare nel panico, ma ad affrontarla», Ambrogio Beccaria è uno skipper di 31 anni che, sin da giovanissimo, si è scoperto lupo di mare in una città dove non ci sono né i lupi né tantomeno l’oceano. Se nella sua Milano, lambita dai Navigli, Ambrogio si appassiona alla navigazione e alle traversate oceaniche in barca a vela, è in Liguria che i suoi sogni prendono forma e, soprattutto, il largo.

La ballata del giovane marinaio
Credits: © Martina Orsini

Scrutando l’Oceano Atlantico

Una laurea in ingegneria nautica al campus di La Spezia gli svela i segreti tecnici che si annidano nell’anima della barca e l’acquisto della sua prima Mini 6,50 nel 2013 («un relitto: l’ho comprata in Portogallo da alcuni pescatori e ho iniziato a risistemarla e a conoscerla», dice) accompagnano Ambrogio nella sua prima traversata in barca a vela dell’Oceano Atlantico. Ma la consacrazione arriva soltanto nel 2019, quando diventa il primo italiano a vincere la Mini Transat, una regata transoceanica in solitaria a bordo di una barca a vela Mini 6,50, che parte dalla Francia metropolitana e arriva nelle Antille francesi, con scalo alle Isole Canarie. Nasce nel 1977 dall’idea del navigatore britannico Bob Salmon come alternativa alla regina delle traversate oceaniche, la francese Route du Rhum, che quest’anno vedrà issata anche la vela di “Alla grande – Pirelli”, l’ambiziosa imbarcazione Class 40 nata nel cantiere genovese Sangiorgio Marine, grazie al sapiente lavoro del team degli ingegneri Gianluca Guelfi e Edoardo Bianchi, cui anche lo stesso Ambrogio ha dato il suo contributo tecnico.

Navigare in barca a vela: una questione di sostenibilità…

Cucita addosso al suo stile di navigazione, “Alla grande – Pirelli” è stata realizzata in fibra di vetro e resina epossidica, con un solo albero inclinato, che la rendono estremamente leggera e resistente. Ma la vera novità sta nella sua alimentazione (quasi) al 100% green: se i pannelli solari e l’energia idroelettrica faranno funzionare il pilota automatico, la connessione satellitare, i software di navigazione e di analisi delle performance, nonché i dispositivi di sicurezza come la radio, l’acqua potabile sarà prodotta esclusivamente da un dissalatore ad energia solare. «Il punto di forza potrebbe essere che abbiamo azzeccato tutto [ride], nel senso che noi affrontiamo la Route du Rhum senza sapere come andremo rispetto agli altri perché questa barca non ha mai affrontato altre regate, e questo potrebbe essere anche un punto di debolezza. Ma la nostra idea è di avere tanto controllo, anche perché bisogna tenere in mente che sarà una traversata in barca a vela in solitario».

…e di controllo

Quel controllo che, imprescindibile dalla potenza, ha unito le strade del team di Ambrogio e della Pirelli, main e lead sponsor del progetto, il cui slogan Power is nothing without control accompagna le principali competizioni sportive da quando Annie Leibovitz ritrasse un giovane e aitante Carl Lewis in posizione di partenza su un paio di vertiginosi tacchi a spillo rossi nel lontano 1994, consacrandolo come icona dell’advertising a livello globale.

La ballata del giovane marinaio
Power is nothing without control, Credits: © Martina Orsini

Ventotto anni dopo, il volto di Ambrogio rappresenta non soltanto l’eccellenza italiana in una competizione che dal 1977 è appannaggio dei velisti francesi, ma anche un impegno a tutelare gli ecosistemi marini e promuovere un’economia blu sostenibile, attraverso l’ambassadorship con One Ocean Foundation, nata nel febbraio 2018 e diventata nota con l’iniziativa della Milano Ocean Week. In questo senso, “Alla grande – Pirelli” incarna il primo progetto italiano di ingegneria navale ad impatto zero sulla biodiversità oceanica.

La traversata atlantica

Varata il 12 agosto al Porto antico di Genova e presentata al pubblico mercoledì 7 settembre, la barca ha riposato quieta e immacolata tra yacht bianchi rivestiti in legno fino al 10 settembre, quando ha intrapreso il suo primo viaggio con tappa alle Canarie prima e a Lisbona poi, prima di raggiungere il porto bretone di Saint Malo, da dove il 6 novembre inizierà la sua avventura transoceanica alla volta di Pointe-à-Pitre, Guadalupa.

La ballata del giovane marinaio
Credits: © Martina Orsini

Una mappa interattiva della Route du Rhum racconterà l’impresa di Ambrogio, snocciolando aneddoti e curiosità legati alla vita da navigatore, attraverso brevi pillole video che tratteranno temi come il sonno, la paura e il cibo. Questa traversata in barca a vela non prevede né scali né aiuti esterni: solo le nuvole, le onde e le stelle che si specchiano nel mare gli terranno compagnia e lo guideranno durante il suo viaggio.

Con l’augurio (per usare le parole di Johnny Depp, alias George Jung, nel capolavoro di Ted Damme, Blow) «che tu possa avere sempre il vento in poppa, che il sole ti risplenda in viso e che il vento del destino ti porti in alto a danzare con le stelle».

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