Esclusiva

Gennaio 17 2023.
 
Ultimo aggiornamento: Gennaio 31 2023
La CIA non ha provato che Hitler fu trasportato vivo in Argentina

Un documento viene spacciato come la prova che il dittatore tedesco andò in Sud America, ma è fake news

La CIA non ha provato che Hitler fu trasportato vivo in Argentina

La notizia

Sul canale Telegram Liberaespressione una foto viene spacciata come «la prova che attesta che Hitler fu trasportato vivo in Argentina il 20 giugno 1945», ma si tratta di una notizia falsa. Il post allega la foto di un presunto documento di intelligence statunitense in cui si dà notizia dello sbarco di un sottomarino nazista sulle coste di Santa Cruz il 20 giugno 1945. Secondo il canale Telegram si tratta della «prova» che il dittatore tedesco arrivò vivo in Sud America dopo la sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale.

La CIA non ha provato che Hitler fu trasportato vivo in Argentina
Il documento

Il debunking

Esaminando il documento nella foto, non si legge da nessuna parte che si sia accertata la presenza di Hitler in Sud America. Il report datato 14 luglio 1945, che segnalerebbe lo sbarco del dittatore, viene indicato come un «rumor» proveniente da una fonte di «sconosciuta affidabilità». Il report si conclude affermando che «tutti i rumor stanno venendo investigati». Inoltre, le informazioni del post risultano imprecise in quanto il documento mostrato non appartiene alla CIA, fondata nel 1947, quindi due anni dopo la data del messaggio, bensì all’FBI ed è stato diffuso il 15 dicembre 2015 nell’articolo Hunting Hitler Part VII: The search continues June-September 1945, parte di una serie di articoli di Greg Bradsher, archivista dei National Archives a College Park.

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Si ritiene che Adolf Hitler sia morto suicida il 30 aprile 1945, nel suo bunker a Berlino, in Germania. La sua morte è stata confermata dai resoconti di alcuni testimoni oculari, nonché dall’esame forense dei suoi resti. Nei giorni successivi alla sua morte, l’Armata Rossa sovietica scoprì il bunker di Hitler e trovò i suoi resti, che furono poi sepolti. I sovietici riesumarono i resti nel 1946 e condussero analisi forensi per confermare la loro identità. Nel 1970, i resti furono nuovamente riesumati e cremati per evitare che diventassero un luogo di pellegrinaggio per i neonazisti. Nonostante le prove storiche e l’analisi forense, alcune teorie del complotto hanno affermato che Hitler non è morto nel bunker e invece è fuggito in Sud America o altrove. Tuttavia, non ci sono prove credibili a sostegno di queste affermazioni. Un’analisi sugli ultimi due resti, frammenti di cranio e denti, pubblicata nel 2018 ha confermato che si trattavano delle ossa del dittatore argentino che, dunque, non lasciò mai Berlino vivo dopo l’arrivo delle truppe sovietiche.

Il verdetto

Il post di disinformazione si basa sui numerosi casi di gerarchi nazisti scappati in Sud America dopo il 1945, alcuni in sottomarini fuggiti dalle flotte alleate nell’Atlantico. Ma non esiste nessun documento che provi che Hitler abbia vissuto in Argentina nel 1945 né alcuna prova del suo passaggio in Brasile, che il post di Libera Espressione dà per sicuro senza però fornire nessuna documentazione decisiva a supporto.

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