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Esclusiva

Marzo 9 2023.
 
Ultimo aggiornamento: Marzo 11 2023
“Mare Fuori” alla Luiss Cinema e desiderio di riscatto

Gli attori e il regista della fortunata serie Rai si raccontano agli studenti dell’Università

Una ragazza cammina, da sola, per una via di un quartiere popolare di Napoli, stringendo al petto il suo bambino. Il compagno è in cella, suo padre abusa di lei. L’unica cosa che può salvarla è la sua speranza. «Uno dei motivi per cui abbiamo voluto invitare il cast e il regista di Mare Fuori in occasione dell’8 marzo è perché una delle caratteristiche principali della serie è la generatività, cioè la capacità di occuparsi del futuro dandosi speranza. È una caratteristica che abbiamo tutti, ma che le donne hanno la possibilità di coltivare meglio. Vi abbiamo voluto qui perché abbiamo bisogno di nutrirci di speranza e di storie come la vostra». Emiliana de Blasio, professoressa di studi di genere della Luiss Guido Carli, introduce così l’incontro Any Given 8 XL in cui sono intervenuti i protagonisti della serie italiana che ha battuto tutti i record. La storia è quella del carcere minorile di Nisida, dei ragazzi che vi abitano e del contesto di criminalità che ruota attorno all’istituto penale minorile. 

L’aula The Dome è piena e non c’è nessun posto libero. Una folla di studenti Luiss attende fuori, mentre in sottofondo suonano le note drammatiche della sigla, che è già un tormentone su Tik Tok. 

«È bellissimo vedere una sala così piena per una serie che è già un cult. Ci fa piacere constatare che le nuove generazioni abbiano seguito con così tanto trasporto un prodotto che ha al centro il carcere, un argomento spesso percepito come impopolare», dice a Zeta Ivan Silvestrini, il regista delle ultime due stagioni. «Questa serie contribuisce a forgiare l’immaginario di una generazione. Il fatto che esista sempre una possibilità di riscatto, una speranza appunto, è il messaggio principale che vogliamo fare passare a chi ci guarda», continua Silvestrini.  

«Uno dei motivi per cui Mare Fuori ha raggiunto questi numeri è dovuto all’importanza che viene data alle emozioni, ai sentimenti veri, riesce ad arrivare direttamente al cuore del pubblico» dice l’attrice Giovanna Sannino, che nella serie interpreta Carmela. 

Il prodotto, però, non vuole essere buonista. «Nella storia che abbiamo cercato di raccontare c’è tutto, chi sbaglia e chi no. Chi si redime e chi, invece, rimane nell’abisso», continua Silvestrini.  

Nicolò Galasso, che interpreta Gaetano, racconta che: «Una delle difficoltà maggiori con cui ci siamo misurati è stato quando, dopo il successo delle prime stagioni, ci siamo resi conto che esisteva un pubblico che aspettava questo prodotto, verso il quale avevamo una responsabilità. All’inizio il mio compito era raccontare la storia di un ragazzo che aveva sbagliato. Quando, con la terza serie, siamo passati a raccontare la storia di un personaggio che si redime ho percepito una forte pressione affinchè passasse il giusto messaggio». 

Pia Lanciotti conclude l’evento raccontando come la realtà del carcere nella serie sia a sua volta un luogo di speranza. «L’istituto è un crogiolo, un posto dove i ragazzi si fondono e si ricostruiscono nella versione migliore di loro stessi».