Esclusiva

Dicembre 11 2023.
 
Ultimo aggiornamento: Dicembre 14 2023
Contabilità della morte

Malgrado le narrazioni, l’Italia è un paese sicuro per tasso di omicidi in confronto al resto del mondo. I femminicidi invece rimangono invariati

In evidenza i dati sui femminicidi e gli omicidi in Europa:

• Omicidi, l’Italia è un paese sicuro?

• C’è distinzione di genere negli omicidi?

• Femminicidi, è un mondo per donne?

Giulia Cecchettin è solo una delle 91 presunte vittime di femminicidio in Italia quest’anno. I media raccontano di un Paese sotto assedio, eppure siamo tra gli stati con meno omicidi in Europa. I numeri dei delitti sono in calo, ma dimostrano che le strade sono sempre più sicure mentre le case ancora no: solo nel 2022 abbiamo registrato 139 vittime uccise da parenti o partners, il 75% delle quali donne.

Omicidi, l’Italia è un paese sicuro?

A novembre 2023 è stata diffusa dall’Istituto Nazionale di Statistica un’analisi dell’anno 2022 sulle vittime di omicidio volontario. Il tasso è dello 0,55 ogni 100mila abitanti, in aumento del 6,2% rispetto al 2021. Le persone uccise sono state 322, di cui 196 uomini e 126 donne. Ci sono ancora 37 morti che non hanno un autore presunto. Sebbene le vittime siano in prevalenza maschi – il 60,9% del totale –, il 93,7% degli omicidi volontari viene compiuto da uomini verso uomini. Il tasso di omicidi è più elevato in Campania e Calabria con 0,87 casi per 100mila abitanti e in Sicilia e Sardegna, rispettivamente dello 0,82 e 0,75. Liti, futili motivi e rancori personali sono il movente principale per gli assassini per entrambi i sessi con il 45,3%. Al secondo posto, con l’11,2%, figurano i motivi passionali. Nel 14% dei casi il movente è stato di tipo economico, inclusi i delitti a scopo di rapina. Per il 15,8% dei delitti le cause sono rimaste indeterminate. In Italia la tendenza è in forte calo: all’inizio degli anni ‘90 il tasso era di 3,4 ogni 100mila, numeri cinque volte superiori a quelli attuali. 

Tuttavia, per valutare appieno la sicurezza del nostro Paese, è essenziale confrontare i dati con altre nazioni europee. Il report dell'Istat include una classifica basata sui tassi di omicidi per 100mila abitanti negli stati europei nel 2021, raccolti ed elaborati dall’Eurostat. In quell'anno, l'Italia si posizionava tra i paesi con il tasso più basso nell'Unione Europea.

Per un confronto più ampio, il Global Homicide Study, pubblicato ogni anno dal United Nation Office on Drugs and Crimes, rivela che nel 2021 il numero di vittime di omicidi nel mondo è cresciuto leggermente rispetto agli anni precedenti, superando le 458.000 vittime. Questo dato è significativo, considerando che le morti per omicidi superano di cinque volte quelle causate dai conflitti geopolitici e di venti volte quelle dovute al terrorismo. L'Italia è al di fuori di questa tendenza, con l'intero continente europeo che contribuisce solo al 4% del totale delle vittime di omicidi nel mondo. Analizzando i tassi di omicidio per 100mila abitanti l'Europa si posiziona all'ultimo posto con un indice del 2,2. Di seguito sono presentati tre grafici che evidenziano l'incidenza di ogni continente sul totale delle morti per omicidio volontario:

C’è distinzione di genere negli omicidi?

Il genere delle vittime emerge come un indicatore cruciale nella valutazione del potenziale rischio di omicidio, soprattutto quando si estende lo sguardo su scala globale. Secondo i dati dell'UNODC relativi al 2021, l'81% delle vittime di omicidio in tutto il mondo è rappresentato da individui di sesso maschile, mentre il 19% da individui di sesso femminile. Ad uno sguardo più attento si nota una realtà singolare per le donne, che subiscono in modo sproporzionato gli omicidi perpetrati da partner o membri della propria famiglia. Questi eventi hanno costituito nel 2021 il 56% di tutte le vittime femminili, posizionando l'ambito domestico tra i luoghi più pericolosi per le donne. Per quanto riguarda gli uomini invece, solo l'11% delle vittime globali è stato ucciso da partner o membri della propria famiglia. È fondamentale notare che entrambi i dati potrebbero sottostimare la reale portata del problema, poiché mancano informazioni cruciali sugli autori in un considerevole numero di casi.

Volendo focalizzare l’attenzione sull’UE, le statistiche fornite da Eurostat relative al 2021 forniscono anche un quadro della suddivisione di genere nei tassi di omicidio. Considerando i valori per 100mila abitanti e i paesi con dati disponibili – si hanno informazioni confrontabili solo di 22 paesi –, la media europea si attesta a circa 0,60 vittime di sesso femminile. L'Italia si colloca al di sotto di questa soglia, registrando 0,39 casi di donne uccise per 100mila abitanti. Se approfondiamo il fenomeno sul nostro territorio, usando stime più recenti e non meno attendibili, emerge un panorama più dettagliato.

Sebbene le vittime siano in media prevalentemente uomini - il 60,9% del totale solo nel 2022 – va sottolineato che il 93,7% degli omicidi volontari viene compiuto in media da uomini verso uomini. Per i maschi il rischio maggiore coincide con le età giovanili o appena mature, mentre per le donne il pericolo cresce al progredire dell’età ed è massimo nelle fasce più anziane. L’Istat chiarisce che: “Quest’ultimo aspetto può essere almeno parzialmente spiegato con la presenza di un elevato numero di donne che vengono uccise, in età molto avanzata, da persone loro legate (in genere i partner), con il fine dichiarato di porre fine a diverse tipologie di situazioni critiche. Va sottolineato che nessun uomo è stato ucciso dalle proprie compagne per questi motivi.”

Femminicidi, è un mondo per donne?

Non tutti gli omicidi di donne si classificano come femminicidio. Gli omicidi di genere riguardano l’uccisione di una donna in quanto donna. Marcela Lagarde, antropologa messicana considerata la teorica del femminicidio, ha specificato che la parola non definisce solo la morte della donna ma anche tutte quelle forme di discriminazione e di violenza che hanno provocato e preceduto l’atto finale dell’uccisione. Proprio per questo, vista la definizione molto ampia, affinché un delitto venga riconosciuto come femminicidio, è necessario che ci sia un’indagine approfondita del contesto, della dinamica e delle ragioni dell’assassinio. 

A marzo 2022 la 53esima sessione della Commissione statistica delle Nazioni Unite, che ha il compito di occuparsi di tutte le varie stime demografiche, economiche e commerciali necessarie alle agenzie ONU, ha approvato un quadro per la misurazione dell'uccisione di donne e ragazze in relazione al genere. Istat specifica che in Italia non sono disponibili informazioni ben definite sui femminicidi poiché carenti delle principali caratteristiche che definiscono il reato: relazione tra vittima e autore, movente e ambito dell’omicidio. È possibile però fornire una stima del fenomeno: nell’analisi del 2022 sono stati individuati 106 femminicidi presunti in Italia, di cui 61 donne uccise da un partner o un ex partner, tutti di sesso maschile e 43 per mano di un familiare. Questi dati sono in linea con quanto rilevato negli ultimi tre anni. 

Nel caso del femminicidio risulta molto complesso il confronto tra dati nazionali e internazionali per la natura del fenomeno. Nel documento ONU “Gender-related killings of women and girls (femicide-feminicide)” sono prese in considerazione solo le vittime di femminicidio uccise in ambito domestico e dal proprio partner, poiché in numeri sono più affidabili e comparabili rispetto ai dati sugli omicidi di genere commessi fuori dalla dimensione abitativa. Parlando di valori assoluti, il report documenta che nel 2022 ci sono state circa 89.000 donne uccise in totale nel mondo, di cui il 55% (48.000) uccise dai partner o da membri della loro famiglia. Sono state uccise 1,2 donne ogni 100mila in ambito familiare e sentimentale nel mondo. Focalizzandoci sui continenti, l’Africa risulta la regione in cui donne e ragazze sono più a rischio, con un tasso di 2,8 vittime ogni 100mila confrontato con l’America, al secondo posto con  1,5. Seguono Oceania (1,1), Asia (0,8) ed Europa (0,6). 

Da questa analisi appare che in Italia gli omicidi calano ma le morti delle donne in ambito familiare rimangono invariate. La scarsità e la parzialità dei dati sul femminicidio rendono difficile stimare accuratamente il fenomeno a livello statistico, nel nostro paese e nel resto del mondo. Quel che è certo è che gli omicidi sono solo il culmine di atteggiamenti di violenza perpetrati nel tempo e che spesso non vengono neanche denunciati o individuati.


Se sei una donna vittima di violenza o conosci qualcuno in difficoltà che ha bisogno di aiuto puoi rivolgerti al numero anti violenza e stalking 1522.